Moussa Sangare sottoposto a perizia psichiatrica, in aula mormora: «Sono innocente»

Moussa Sangare, imputato per l’omicidio di Sharon Verzeni, sottoposto a perizia psichiatrica e in aula mormora: «Sono innocente»

Moussa Sangare sottoposto a perizia psichiatrica, in aula mormora: «Sono innocente»
Moussa Sangare sottoposto a perizia psichiatrica, in aula mormora: «Sono innocente»

La Corte d’Assise di Bergamo ha deciso di sottoporre Moussa Sangare a una perizia psichiatrica, dopo che il giovane ha confessato l’omicidio di Sharon Verzeni. In aula, mentre indossa una camicia rossa e occhiali da vista, ha mormorato: «Sono innocente». La vittima, Sharon Verzeni, fu uccisa a Terno d’Isola la notte tra il 29 e il 30 luglio 2024, mentre faceva jogging di notte. Fu raggiunta da quattro coltellate. Un mese più tardi, le indagini identificarono Moussa come responsabile. Lui confessò e avrebbe anche spiegato quale fosse l’arma del delitto.

La difesa chiede un video per contestare la confessione

La difesa ha chiesto di produrre un video girato quando Moussa viveva ancora con la madre, in cui il giovane parlava «coi defunti». L’imputato, cacciato di casa per maltrattamenti denunciati da madre e sorella, aveva vissuto in un alloggio senza acqua né corrente. Dentro, c’era una sagoma di cartone contro cui si divertiva a lanciare coltelli. La sorella della vittima, Melody, e il compagno di Sharon, Sergio Ruocco, hanno assistito alla sua prima apparizione in aula. I genitori di Sharon, Bruno Verzeni e Maria Teresa, hanno espresso fiducia nella Corte, dicendo: «Siamo sorpresi ma confidiamo nella Corte e nel fatto di ottenere giustizia».

La perizia psichiatrica e le reazioni delle parti civili

La perizia psichiatrica è stata decisa dopo che il pm Emanuele Marchisio aveva descritto Moussa come «raziocinante» e caratterizzato da «apatia morale». Le parti civili si sono opposte all’incarico peritale, che sarà affidato l’11 marzo. In aula, Moussa ha mormorato: «Sono innocente», ma la sua posizione non è ancora definita. La difesa ha cercato di mettere in discussione la sua responsabilità, sottolineando le sue condizioni di vita e le sue azioni precedenti al delitto.

La famiglia di Sharon, che ha visto per la prima volta l’imputato in aula, ha espresso fiducia nella giustizia. «Confidiamo di ottenere giustizia», hanno detto i genitori della vittima. La sorella, Melody, e Sergio Ruocco, il compagno di Sharon, hanno partecipato all’udienza, dimostrando il loro sostegno alle famiglie coinvolte. La perizia psichiatrica potrebbe influenzare la condanna o l’assoluzione del giovane, ma per ora le prove restano in bilico.

Un caso che ha scosso la comunità

L’omicidio di Sharon Verzeni ha suscitato grande scalpore nella comunità di Terno d’Isola. Il caso ha messo in luce le condizioni di vita di Moussa, che aveva vissuto in un ambiente precario e aveva mostrato comportamenti anomali. La confessione del giovane ha portato all’individuazione del responsabile, ma la sua posizione in tribunale ha sollevato nuove domande. La perizia psichiatrica potrebbe chiarire se Moussa fosse in grado di intendere e volere al momento del delitto, ma per ora le risposte restano incerte.