Renzi chiama centristi e riformisti di Forza Italia: «Lasciate il partito e venite con noi»

Renzi invita centristi e riformisti a lasciare Forza Italia e unirsi a lui, nel contesto delle elezioni e delle discussioni sulla leadership.

Matteo Renzi ha lanciato un appello diretto ai centristi e ai riformisti di Forza Italia, chiedendo loro di lasciare il partito e unirsi a lui nel progetto di Italia Viva. «Lasciate il partito e venite con noi», ha detto il leader di Italia Viva durante un intervento a Firenze, rivolgendosi in particolare a coloro che sostengono un approccio più europeo e riformista. «Le porte sono aperte e sono certo che qualche segnale arriverà a breve», ha aggiunto, sottolineando l’apertura a un dialogo con chi condivide le sue posizioni.

La questione delle primarie

Il messaggio di Renzi non si limita ai soli elettori e parlamentari centristi, ma si estende anche alla discussione sulle primarie come strumento per scegliere il candidato premier. «Così come chiediamo garanzie, siamo disponibili a dare garanzie», ha detto, sottolineando l’importanza di un processo democratico per la leadership del campo progressista. L’idea è quella di individuare un candidato e poi sottoporlo al voto della coalizione. «Poi naturalmente facciamo un nome e chiamiamo alle primarie la persona più vicina a noi», ha aggiunto, sottolineando la volontà di andare fino in fondo con la logica delle primarie.

Le posizioni di Schlein e Conte

La questione delle primarie è diventata uno dei principali terreni di scontro nel centrosinistra. Elly Schlein ha rivendicato il peso del Partito Democratico, ricordando che il Pd è la prima forza dell’opposizione e sostenendo che far guidare la coalizione al partito che prende un voto in più non significhi esercitare un’egemonia. Allo stesso tempo, la segretaria dem ha lasciato aperta la strada alle primarie nel caso in cui non venisse riconosciuto questo principio democratico. «Se c’è chi non riconosce questo principio democratico faremo le primarie, le faremo e le vinceremo», ha detto.

Giuseppe Conte, invece, ha spinto proprio sulle primarie e si è detto non disponibile a partecipare a un «progetto annacquato» a causa dei mille compromessi. Ha chiesto a Schlein di essere garante dell’eventuale presenza di Renzi nella coalizione. Renzi, però, ha replicato dicendo che Elly Schlein è la persona meno adatta a fare la garante per lui. «Un programma serio, un contratto alla tedesca fa la garanzia», ha affermato, sottolineando l’importanza di un accordo condiviso.

Il futuro della coalizione

Renzi ha anche lanciato un avvertimento sul futuro della coalizione. «Secondo me il voto in Italia sarà a novembre, perché la paura fa novanta», ha detto, sostenendo che «l’unica salvezza del centrodestra è che il centrosinistra si divida e noi dobbiamo evitarlo». Un timore che si inserisce in un confronto ancora aperto sulle regole, sul programma e sulla leadership del possibile campo progressista. Il Pd punta prima alla costruzione di un programma comune e considera le primarie una possibilità, mentre il M5S spinge perché la consultazione diventi il passaggio decisivo per scegliere il candidato premier.

Renzi ha anche attaccato direttamente Giorgia Meloni, legando il futuro del governo alla partita che si aprirà con le prossime elezioni. «Meloni è a un bivio: o lei va al Quirinale o lei va a casa», ha detto. «Io lavoro perché al bivio Meloni prenda la direzione per andare a casa». Una partita che, nella sua lettura, non riguarda gli equilibri interni al centrosinistra ma la possibilità stessa di costruire un’alternativa al governo. Nei giorni scorsi lo stesso Renzi aveva avvertito che continuare a litigare nel centrosinistra significherebbe «regalare il Paese» a Meloni.