Furto di solidarietà a un panificio, il video diventa virale
Furto di salvadanaio per cani randagi a panificio, reazioni online e indignazione dei titolari.

Un furto di solidarietà ha scatenato indignazione e reazioni su internet. A scatenare la polemica è stato l’atto di un uomo che, durante la pausa pranzo, ha rubato un salvadanaio contenente le offerte per i cani randagi, ripreso dalle telecamere di un panificio di centro città. L’episodio, avvenuto venerdì al “La Spiga d’Oro” di viale Italia, ha suscitato sdegno tra i titolari del locale e i cittadini, che hanno condiviso online le immagini del furto, diventate virali. L’uomo, sulla quarantina e con il volto coperto solo da occhiali da sole, ha approfittato della distrazione della banconista per sottrarre il salvadanaio, che conteneva probabilmente un centinaio di euro. La cifra, però, non è stata la sola fonte di indignazione: la natura del bottino, legata a una causa di solidarietà, ha suscitato reazioni forti.
Un gesto vile e ignobile
La banconista ha spiegato che il salvadanaio era stato posizionato sul bancone per permettere ai clienti di contribuire alla causa dei cani randagi. «Una volontaria avellinese, da sempre impegnata per gli animali, ci aveva chiesto di ospitare sul bancone il salvadanaio per le offerte. Una colletta che sarebbe servita per le spese dei randagi che vivono in città, ad esempio nei pressi della Bonatti, e in parte per Il rifugio di Camilla», ha raccontato Sonia, la dipendente che era alla cassa durante il furto. L’uomo, però, ha approfittato del momento di distrazione per sottrarre il salvadanaio, che era accompagnato da un’immagine dei cagnolini randagi con scritto «Abbiamo fame». Un gesto che ha suscitato indignazione e sdegno per la mancanza di rispetto verso una causa di solidarietà.
Reazioni online e contestazioni
Le immagini del furto, riprese dalle telecamere di videosorveglianza, sono state condivise online e sui social network, suscitando indignazione e commenti forti. «Ci domandiamo – ha esclamato la banconista – come abbia potuto abbassarsi a tanto. Quella cifra non gli ha certamente cambiato la vita», ha detto. Tuttavia, alcuni commentatori hanno anche criticato i titolari del panificio, accusandoli di non aver emesso la ricevuta fiscale, perché l’azione non emerge dal filmato. «In quel momento – ha chiarito la banconista – il panificio era chiuso al pubblico, perché eravamo impegnati nella produzione di taralli e biscotti. Infatti – ha precisato – quando l’uomo si è presentato gli abbiamo detto che non potevamo vendergli niente, ma lui ci ha chiesto di fargli una cortesia, perché aveva sete e faceva molto caldo. Perciò ho dovuto sbloccare la cassa manualmente, il sistema era spento. Ha approfittato di quel momento di distrazione per rubare».
Un episodio che ha lasciato tutti con l’amaro in bocca, non solo per la perdita economica, ma soprattutto per la mancanza di rispetto verso una causa di solidarietà. Il parlamentare di Avs, Francesco Emilio Borrelli, ha raccolto l’appello dei titolari del panificio, chiedendo di restituire le donazioni. Un appello che ha trovato risposta e ha rafforzato la determinazione a proteggere le cause di solidarietà. La situazione ha messo in luce la fragilità di una causa di solidarietà, minacciata da un atto di violenza e di disprezzo. Il caso, però, ha anche suscitato riflessione e solidarietà, con molti cittadini che hanno espresso il loro sostegno ai titolari del panificio e ai cani randagi in difficoltà.
