Il pentito Petranovic svela il “Sistema Pagani”: controllo del territorio, droga e usura

Il pentito Petranovic ha rivelato dettagli su “Sistema Pagani”, con traffico di droga, usura e scommesse. Undici verbali depositati.

Il pentito Vincenzo Petranovic, figlio dell’ergastolano Tommaso Fezza, ha rivelato dettagli su un sistema criminale noto come “Sistema Pagani”, che si estende su territori come Castellammare di Stabia e i Monti Lattari. Undici verbali sono stati depositati dalla Dda di Salerno, con il racconto di Petranovic che ha iniziato a collaborare con la giustizia dopo essere stato catturato a Milano. L’uomo, 31 anni, ha descritto il controllo del territorio esercitato dal clan Fezza-De Vivo, con attività che spaziano dal traffico di droga all’usura e alle scommesse clandestine.

Il traffico di droga e i canali di approvvigionamento

Secondo le dichiarazioni del pentito, il clan si occupa di traffico di stupefacenti con guadagni stimati in circa 250mila euro netti al mese. Petranovic ha rivelato i canali di approvvigionamento, tra cui la Spagna, e ha descritto modalità di trasporto come pacchi postali e camion. I pacchi postali, ad esempio, utilizzavano numeri telefonici falsi per facilitare la consegna, mentre i camion apparentemente destinati al trasporto di prodotti alimentari nascondevano carichi di marijuana.

Le attività del clan si estendono anche a estorsioni, usura e gioco d’azzardo.

Il sistema criminale, secondo il racconto di Petranovic, si basa sul controllo del territorio, con la famiglia in grado di stabilire chi potesse operare nelle piazze di spaccio e a quali condizioni. Il collaboratore ha anche indicato la presunta gestione centralizzata delle attività illecite a Pagani, con nomi, ruoli e rapporti tra esponenti della criminalità organizzata. Tra le attività menzionate ci sono estorsioni, usura, gioco d’azzardo e scommesse clandestine, nonché affari legati alle ristrutturazioni finanziate con il Superbonus 110%.

La collaborazione e le implicazioni future

Petranovic ha iniziato a collaborare con la giustizia a partire da maggio, fornendo elementi su dinamiche interne al gruppo criminale. Le dichiarazioni, se confermate, potrebbero rivelare una rete criminale estesa e ben organizzata, con interessi in diversi territori. La sua testimonianza ha già portato a nuove indagini e potrebbe contribuire a smascherare attività illecite non ancora note. La giustizia continuerà a verificare le informazioni fornite, ma il racconto del pentito rappresenta un passo importante nella lotta alla camorra.

La latitanza di Petranovic, durata circa un mese e mezzo, ha permesso al clan di evitare un maxi blitz, ma la sua collaborazione con la giustizia ha fornito informazioni cruciali per comprendere il funzionamento del “Sistema Pagani”. Gli elementi contenuti nei verbali non divulgati potrebbero essere oggetto di ulteriori approfondimenti investigativi, con l’ipotesi che i clan possano aver interessi anche in altre aree come l’Agro Nocerino-Sarnese e l’area stabiese. Le dichiarazioni del pentito hanno aperto nuovi filoni di indagine, con l’ipotesi che i clan possano aver interessi in territori diversi. La sua testimonianza, se confermata, potrebbe portare a nuove accuse e a una maggiore comprensione delle dinamiche del sistema criminale. La collaborazione con la giustizia ha permesso di mettere in luce una rete organizzata, con un controllo del territorio che si estende a diversi ambiti illegali.