Alleanza universitaria nel Mediterraneo: l’Unione europea si espande verso il Golfo e il Nord Africa

La Commissione Ue promuove un’alleanza tra università del Mediterraneo per sviluppo e formazione, con focus su energia rinnovabile e migrazioni.

La commissaria europea per il Mediterraneo, Dubravka Šuica, ha annunciato l’avvio di un’alleanza tra università del Mediterraneo, un’iniziativa volta a promuovere lo sviluppo, la formazione e la cooperazione tra i Paesi del Nord Africa, il Golfo e l’Europa. L’obiettivo è creare un dialogo interreligioso e un’infrastruttura di scambio tra istituti di ricerca e formazione, con un focus particolare sul digitale e sull’energia rinnovabile. L’annuncio è stato dato durante un colloquio con il Sir, a Strasburgo, in cui Šuica ha sottolineato l’importanza di una collaborazione che vada oltre i confini nazionali per affrontare le sfide comuni.

Dialogo interreligioso e sicurezza regionale

Šuica ha sottolineato come il dialogo interreligioso sia un elemento chiave per il raggiungimento della pace e per il lavoro diplomatico in un contesto altamente variegato. “In ogni Paese c’è una diversità, ma il dialogo interreligioso è determinante”, ha detto, ricordando che le comunità cristiane sono “sotto attacco praticamente ovunque”. La commissaria ha anche parlato del ruolo dei Paesi del Nord Africa e del Golfo, sottolineando che “senza la loro sicurezza e prosperità, questa regione non sarebbe facile da gestire”. L’Unione europea dedica quindi molta attenzione a questi territori, considerandoli fondamentali per la stabilità del Mediterraneo.

La collaborazione tra università è un passo importante per il futuro del Mediterraneo.

L’iniziativa universitaria mira a creare un’alleanza che permetta lo scambio di conoscenze e competenze, con un focus su formazione professionale e digitale. “L’obiettivo è che i giovani possano trovare lavoro e sviluppare le loro capacità”, ha spiegato Šuica. L’alleanza include istituti come Napoli, Marsiglia, Barcellona, Atene, Fes, Alessandria d’Egitto e Beirut, con l’Italia che si appresta a ricoprire un ruolo centrale. L’idea è di creare un “diritto a restare” per i giovani, permettendo loro di rimanere nei propri Paesi e di trovare opportunità di lavoro.

La situazione a Ceuta e il ruolo del Marocco

Šuica ha anche affrontato la situazione migratoria, con un riferimento al ruolo del Marocco nella gestione dell’emergenza scoppiata a Ceuta. “Sono in contatto costante con il ministro degli Esteri marocchino, Nasser Bourita, fin dal primo giorno e non c’è nessuna prova che abbiano fatto un uso improprio della situazione o che l’abbiano strumentalizzata”, ha assicurato. Tuttavia, la crisi dell’exclave spagnola ha congelato l’accordo di partenariato tra Bruxelles e Rabat, perché “vogliamo verificare che siano realmente impegnati e che vogliano aiutarci a risolvere questa questione”, in particolare per quanto riguarda i circa mille minori ancora presenti a Ceuta.

La stabilità in Ceuta dipende da un accordo concreto tra le parti coinvolte.

La commissaria ha concluso sottolineando l’importanza di creare le condizioni necessarie per permettere alle persone di restare nei loro territori, anche attraverso accordi con i governi dei Paesi interessati per accogliere in Europa alcuni dei loro esperti. “Fare attenzione a non provocare una fuga di cervelli da quelle zone”, ha detto Šuica, rafforzando l’idea che l’alleanza universitaria non solo promuova lo sviluppo, ma anche la stabilità e la coesione in un’area geografica e politica complessa.