L’Europa si stringe attorno all’intelligenza artificiale
Nuove regole UE per l’IA: obblighi di trasparenza e sanzioni fino a 35 milioni di euro.

Da oggi, l’Unione europea ha introdotto nuove regole per l’uso dell’intelligenza artificiale, obbligando chatbot e sistemi di IA a informare gli utenti quando interagiscono con un’entità non umana, e a contrassegnare i contenuti generati o modificati da tecnologie. L’obiettivo è ridurre i rischi di manipolazione e inganno, specialmente in relazione ai deepfake. La normativa, entrata in vigore due anni dopo l’approvazione del regolamento AI Act, rappresenta un passo cruciale per la sicurezza informatica e il controllo umano sull’IA. La Commissione europea ha anche annunciato l’apertura di un bando per realizzare fino a sette AI Gigafactory in Europa, con un investimento iniziale da 10 miliardi di euro.
Obblighi di trasparenza e controlli rafforzati
La nuova normativa impone agli utenti di sapere quando interagiscono con un sistema di intelligenza artificiale, non con un essere umano. I contenuti generati o modificati da IA dovranno essere chiaramente contrassegnati, in modo da facilitare l’identificazione e ridurre i rischi di inganno. L’Ufficio per l’intelligenza artificiale, istituito dalla Commissione europea, dovrà garantire il rispetto delle regole, in collaborazione con le autorità nazionali. Tra le disposizioni principali, vi è il divieto di pratiche considerate inaccettabili per i valori e i diritti fondamentali europei, come il riconoscimento facciale, e l’obbligo di trasparenza per i modelli di IA per finalità generali (GPAI), tra cui la tutela del diritto d’autore.
La normativa è entrata in vigore in un contesto in cui l’intelligenza artificiale è considerata la tecnologia più importante della nostra epoca. La presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, ha sottolineato l’importanza di far sì che l’Europa diventi il primo continente dell’IA, puntando su investimenti significativi per lo sviluppo di infrastrutture digitali. Inoltre, l’Ufficio per l’intelligenza artificiale ha promosso un codice di condotta sulla trasparenza dei contenuti generati dall’IA, una guida per aiutare i fornitori e gli utilizzatori a rispettare gli obblighi previsti dal regolamento.
Sanzioni e monitoraggio per i fornitori di IA avanzata
Per i fornitori di modelli di intelligenza artificiale più avanzati, come OpenAI, Google DeepMind e Anthropic, sono previsti obblighi aggiuntivi per affrontare i rischi di danni su larga scala, tra cui incidenti chimici, biologici e nucleari, reati informatici e minacce ai diritti fondamentali. L’Ufficio europeo per l’IA, insieme alle autorità nazionali, dovrà monitorare l’applicazione delle norme, con sanzioni che variano da 7,5 milioni a 35 milioni di euro o al 7% del fatturato globale, a seconda della gravità della violazione. Chiunque può presentare un reclamo all’Ufficio UE per denunciare presunte violazioni della legge sull’IA da parte dei fornitori di modelli.
La normativa non è l’ultima tappa di attuazione dell’AI Act: dal 2 dicembre saranno in vigore nuovi divieti per la generazione di contenuti sessualmente espliciti non consensuali e materiale pedopornografico, mentre da dicembre 2027 scatteranno le nuove norme relative ai sistemi di IA ad alto rischio. Il cronoprogramma prevede che, dal 2 agosto 2028, saranno operative anche le regole sui sistemi ad alto rischio integrati in prodotti regolamentati. L’obiettivo è garantire un controllo umano sull’IA e ridurre i rischi legati alla sua utilizzo fuori dal controllo umano.
La normativa mira a prevenire manipolazioni e inganni attraverso la trasparenza.
Le sanzioni variano da 7,5 milioni a 35 milioni di euro per violazioni gravi.
