Emergenza abitativa a Matera: l’INU chiede un approccio urbanistico e sociale

Matera affronta emergenza abitativa: INU chiede politiche urbanistiche e sociali

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Emergenza abitativa a Matera: l’INU chiede un approccio urbanistico e sociale

La città di Matera, simbolo dell’UNESCO e del turismo, vive un’emergenza abitativa che ha spinto il Direttivo della Sezione di Basilicata dell’INU (Istituto Nazionale di Urbanistica) a inviare una nota al Consiglio comunale. La Mozione approvata il 27 luglio scorso ha messo in luce la necessità di affrontare con urgenza il problema, ma l’INU sottolinea che la soluzione non può limitarsi a costruire nuovi alloggi. La casa è un diritto, ma lo è anche la città.

Un’emergenza sociale e urbanistica

La crisi abitativa a Matera è il risultato di un mix di fattori: il boom turistico ha spinto i prezzi degli immobili a salire, riducendo l’offerta di abitazioni destinate alla residenza stabile. Molti appartamenti sono stati trasformati in strutture ricettive, mentre gli affitti sono diventati insostenibili per migliaia di cittadini. La situazione è aggravata dal mercato immobiliare, che non risponde più ai bisogni di chi non ha accesso all’edilizia residenziale pubblica. La casa è un diritto, ma lo è anche la città. La Mozione approvata ha posto con chiarezza il tema, ma ora serve una politica urbanistica che dia corpo a questa emergenza. L’INU si impegna a contribuire con il proprio know-how, promuovendo un dibattito aperto nella città, per trovare soluzioni che rispettino il diritto alla casa e alla città.

La risposta al fabbisogno dichiarato di 560 nuovi alloggi richiede un’azione diversificata che agisca su tutte le leve disponibili di “politica urbanistica”, partendo da quelle che possono contribuire a rimuovere le “cause” più evidenti della conclamata emergenza. L’idea di realizzare un PEEP (L.n.167/62) per 560 alloggi ERP, con le premialità private, è vista come un’opportunità, ma non una soluzione completa. L’istituto ritiene che si debba evitare di ripetere errori passati, come l’edilizia senza urbanistica, che ha portato a case senza città.

La casa è un diritto, ma lo è anche la città. Per risolvere l’emergenza, l’INU propone un’azione che vada oltre la costruzione di nuovi alloggi. È necessario regolamentare l’uso turistico extra-alberghiero del patrimonio residenziale esistente, controllare l’espansione incontrollata dei negozi turistici e valorizzare il patrimonio edilizio pubblico. L’attenzione deve essere rivolta anche alle aree destinate a ERP, già disponibili per le convenzioni edificatorie. Solo con un’azione integrata, che coinvolga servizi, mobilità e spazi pubblici, si potrà costruire una città più equa e sostenibile.

La situazione a Matera è diventata un caso di studio per l’emergenza abitativa in Italia. Il fenomeno è reso più evidente dal fatto che acquistare o affittare un’abitazione è diventato sempre più difficile per migliaia di persone che lavorano, studiano o vivono nelle nostre città. L’INU ritiene che l’emergenza vada affrontata con gli strumenti dell’“urbanistica”: un progetto/programma capace di integrare abitazioni, servizi, mobilità e spazi pubblici. Il rischio è quello di ripetere errori già compiuti in passato, producendo edilizia senza urbanistica e, ancora una volta, case senza città. La Mozione di C.C. ha posto con chiarezza il “tema”, sta ora alla “politica urbanistica” assicurarne un adeguato “svolgimento”, che potrebbe partire da un’apertura di dibattito “nella città”, promosso dall’Amministrazione Comunale: un confronto al quale l’INU/Basilicata si ripromette di dare il proprio contributo disciplinare.