Mattia Maestri, 13 anni, muore dopo nove anni in stato vegetativo per un formaggio contaminato

Mattia Maestri, 13 anni, muore dopo nove anni in stato vegetativo per un formaggio contaminato

Bambino in ospedale dopo aver mangiato formaggio a latte crudo, in stato vegetativo, famiglia in lutto
Bambino in ospedale dopo aver mangiato formaggio a latte crudo, in stato vegetativo, famiglia in lutto

Mattia Maestri, un bambino di 13 anni, è morto dopo nove anni trascorsi in uno stato vegetativo permanente, causati da un formaggio a latte crudo contaminato da Escherichia coli. La notizia è stata resa pubblica dal padre, Giovanni Battista Maestri, che ha annunciato la scomparsa del figlio con un messaggio su un quotidiano locale. Il bambino, originario di Coredo in Val di Non, aveva contratto la sindrome emolitico-uremica (SEU) il 5 giugno 2017, quando aveva appena quattro anni, dopo aver mangiato un pezzo di formaggio “Due Laghi” prodotto con latte crudo da un caseificio locale.

La malattia e le conseguenze irreversibili

La SEU, provocata da un ceppo di Escherichia coli produttore di Shigatossina, può causare insufficienza renale, anemia e riduzione delle piastrine. Nei casi più gravi, può portare a convulsioni, coma e danni neurologici. Secondo l’Istituto superiore di sanità, i bambini sotto i cinque anni sono i soggetti maggiormente esposti a forme gravi dell’infezione. Per Mattia, le conseguenze furono irreversibili: da allora ha avuto bisogno di assistenza continua e di terapie complesse, assumendo 47 farmaci al giorno. Il consumo del formaggio contaminato ha causato un danno irreparabile al bambino. La malattia ha portato a un quadro clinico estremamente grave, con conseguenze che non si sono mai attenuate nel tempo. Il padre ha raccontato che il figlio aveva bisogno di un supporto costante, con terapie complesse e un monitoraggio quotidiano.

Le indagini e le condanne

Le indagini dei carabinieri del Nas e del Servizio veterinario si concentrarono sul formaggio “Due Laghi”, nel quale fu isolato un ceppo di Escherichia coli Stec ritenuto in grado di provocare la SEU. Nel processo, le difese contestarono il collegamento diretto tra il prodotto e la malattia, ma i giudici esclusero altre ricostruzioni causali considerate scientificamente plausibili. I due responsabili del caseificio, Lorenzo Biasi e Gianluca Fornasari, furono condannati per lesioni personali colpose gravissime a una pena pecuniaria di 2.478 euro ciascuno.

Bambino in ospedale dopo aver mangiato formaggio a latte crudo, in stato vegetativo, famiglia in lutto, immagine di approfondimento

Nel luglio 2024, il Tribunale di Trento confermò le condanne e stabilì una provvisionale da un milione di euro, con 600mila euro per Mattia e 200mila per ciascun genitore. Nel marzo 2025, la Corte di Cassazione dichiarò inammissibili i ricorsi dei due imputati, rendendo definitive le condanne. La Suprema Corte ha sottolineato che il consumo del formaggio contaminato rappresentava l’unica spiegazione scientificamente credibile della malattia. La Corte ha anche richiamato gli obblighi di controllo e protezione della salute dei consumatori che gravavano sui responsabili del caseificio. La sentenza ha confermato il nesso di causa tra il prodotto e la malattia, rendendo irrevocabile le condanne.

Il padre ha espresso un messaggio di ringraziamento per aver contribuito a rendere meno dolorosa la scomparsa del figlio: «Il nostro Mattia ci ha lasciato e a nome suo vi ringrazio per aver contribuito a rendere meno dolorosa la sua scomparsa». La sua storia ha reso visibile un problema di salute pubblica, che riguarda non solo i bambini, ma anche le persone fragili, come gli anziani e i pazienti con patologie croniche.