La Cina e il Golden power: il controllo nascosto nel settore nautico italiano
La Cina si espande nel settore nautico italiano, con il Golden power che monitora il controllo cinese su Ferretti e Pirelli.

La Cina si sta facendo strada nel settore nautico italiano, con un controllo crescente su aziende come Ferretti e Pirelli, che solleva preoccupazioni per la sicurezza nazionale. Il Golden power, meccanismo che permette al governo italiano di monitorare gli investimenti esteri, è al centro di un dibattito acceso su come e quanto la presenza cinese influenzi la governance delle aziende italiane. Il caso Ferretti, in particolare, ha messo in luce una serie di acquisizioni e sottosoglia che potrebbero portare a un controllo effettivo superiore al 45%, con implicazioni significative per la difesa nazionale.
Il controllo cinese e il Golden power
Il gruppo cinese Weichai, parte di un conglomerato a controllo statale, detiene una quota significativa nel gruppo Ferretti, con il controllo di fatto in mano a questa holding. La situazione è ulteriormente complessa per il fatto che Weichai ha acquisito quote minori attraverso altre società, come Bank of China, Adtech Advanced Technologies e Wealth Strategy Holding, che, sommate, potrebbero portare il fronte cinese a superare il 45% del capitale. Questo scenario solleva preoccupazioni per il Golden power, meccanismo che permette al governo italiano di monitorare gli investimenti esteri, soprattutto quelli che potrebbero influenzare la sicurezza nazionale. Le acquisizioni recenti potrebbero portare a un controllo cinese superiore al 45%, con conseguenze per la difesa nazionale. Il sospetto sollevato dagli avvocati di KKCG durante l’assemblea è che gli acquisti di piccole quote siano accuratamente sotto la soglia del 3%, ma sommati a Weichai portino il fronte cinese oltre il 45%. Questo potrebbe indicare un caso di azione concertata mai dichiarata, con implicazioni legali e strategiche.
Le tecnologie duali e la difesa nazionale
Il dibattito si concentra soprattutto sulle tecnologie duali, ovvero quelle che possono essere utilizzate sia per scopi civili che militari. Ferretti, noto per la costruzione di yacht di lusso, ha sviluppato tecnologie che possono essere adattate per uso militare, come scafi plananti, materiali avanzati e propulsione ibrida. Queste competenze, se sfruttate da aziende estere, potrebbero mettere a rischio la sicurezza nazionale.
Il controllo di Ferretti è in mano a Weichai, parte di un conglomerato statale cinese. Il generale Vincenzo Camporini ha sottolineato che il trasferimento di tecnologie produttive verso un polo nautico a Qingdao potrebbe portare a conseguenze significative. Nel 2023, il presidente di Weichai ha espresso la necessità di utilizzare le tecnologie provenienti da Ferretti per creare un polo di eccellenza a Qingdao, sollevando preoccupazioni per il potenziale impatto delle tecnologie civili su scopi militari. La situazione è ulteriormente complicata dal fatto che, nel 2024, sono stati trovati microfoni e amplificatori di segnale nascosti negli uffici di Ferretti a Milano, un episodio che ha portato a due denunce penali depositate a Milano. Questi fatti mettono in luce la complessità del controllo cinese nel settore nautico italiano e le conseguenze per la sicurezza nazionale.
La governance di Ferretti è sotto attacco giudiziario, con il cda sotto processo a Bologna. I conti dell’azienda non aiutano a rassicurare il governo: nel primo semestre del 2026, i ricavi netti sono calati del 5,6%, l’Ebitda adjusted del 6,7% e l’utile netto del 13,1%. La raccolta ordini è scesa del 26,9%, con il segmento Super Yacht che non ha registrato nuovi ordini. La società ha rivisto al ribasso la guidance per l’intero 2026, citando l’incertezza geopolitica, in particolare nel Medio Oriente.
Il neo amministratore delegato Stassi Anastassov ha cercato di rassicurare i mercati, sottolineando la solida cassa e la posizione finanziaria robusta. Tuttavia, il contesto non è certo per rassicurare il governo sulla solidità dell’azienda che dovrebbe custodire tecnologie sensibili. Il neo amministratore delegato ha anche dichiarato che non c’è una richiesta da parte del governo italiano, ma solo un dibattito sui media. Tuttavia, la produzione della FSD è cessata nel 2024, e oggi restano solo contratti di manutenzione con la Polizia Penitenziaria.
