Chiara Pellacani, la nuova stella dei tuffi italiani
Chiara Pellacani vince quattro ori agli Europei di Parigi 2026, segnando l’ascesa di Roma come nuova capitale dei tuffi.

Un simbolo di rinascita e successo
Chiara Pellacani, romana classe 2002, ha vinto quattro ori ai tuffi durante gli Europei di Parigi 2026, segnando un momento di grande importanza per la disciplina in Italia. La sua vittoria, ottenuta nella stessa piscina di Saint Denis dove aveva visto due volte il podio dal quarto posto alle Olimpiadi di Parigi 2024, ha reso Roma la nuova capitale dei tuffi. La frase «Solo Parigi è degna di Roma; solo Roma è degna di Parigi» assume un significato nuovo e profondo in questa prospettiva.
La crescita di una tuffatrice straordinaria
La carriera di Pellacani ha visto momenti di delusione, ma un percorso psicologico, una pausa da studio e sport, e un periodo di riposo con un’assenza di cloro nel naso hanno riconciliato la tuffatrice con la sua passione. La sua media punti agli Europei, 7,60, e il ranking internazionale testimoniano un’evoluzione significativa. A 24 anni, Pellacani è diventata punto di riferimento per la Nazionale, una “veterana” in un’età in cui i talenti emergono sempre più precoci.
La vittoria di Pellacani non è solo un traguardo personale, ma un segno di una nuova era per i tuffi italiani.
La sua ascesa segna un cambiamento nella geografia sportiva del paese, con Roma che si conferma come un centro di eccellenza. La sua storia, fatta di rinascita e successo, è un esempio per i giovani che seguono i suoi passi. Con la sua media punti e il ranking internazionale, Pellacani non solo vince, ma si afferma come una figura chiave per il futuro del tuffo italiano.
La storia dei tuffi italiani inizia negli anni Trenta con Otto Castainer e Carlo Dibiasi a Bolzano, ma oggi Roma si conferma come una nuova capitale. La tradizione, però, non è mai scomparsa: Torino, Milano e Bergamo hanno contribuito alla formazione di nuove generazioni. Elena Bertocchi, ex compagna di sincro di Pellacani, e Stefano Belotti, argento con Matteo Santoro, rappresentano il talento che si sviluppa in diverse regioni. La scuola romana, con la sua filosofia di eleganza e perfezione, si ispira alle grandi scuole mondiali, ma si distingue per un approccio moderno e innovativo.
La creazione della scuola romana è più recente, ma non per questo priva di storia. Merito di Tommaso, Nicola e Maria Marconi, ex tuffatori per la Nazionale, che sono diventati coach di altrettanto talento. La loro MR Sport, fondata assieme a Domenico Rinaldi, è la fucina attuale dei talenti italiani dal trampolino, con la potenza espressiva al centro del tuffo e coefficienti di difficoltà da alzare grado per grado. Roma si tuffa sempre di più, e lo dicono anche i numeri: sui 12 convocati per la vasca a Parigi, 10 si allenano con, o sono comunque tesserati, per squadre capitoline, tra cui Sarah Jodoin di Maria, Elisa Pizzini e il capitano Giovanni Tocci. Lo ribadisce l’anagrafe: nati a Roma Lorenzo Marsaglia, Matteo Santoro, Chiara Pellacani, le new entry di giovanissimi come Raffaele Pelligra, Simone Conte, Irene Pesce e Matilde Marzetti. Più generazioni insieme a costruire i successi, specchio di come Roma sia diventata, negli ultimi anni, il place-to-be dei tuffi italiani.
Roma si conferma come un nuovo epicentro per i tuffi italiani, grazie a una combinazione di talenti, metodi innovativi e una forte tradizione.
