Checco Bruni torna al timone con Alinghi per l’America’s Cup 2027

Checco Bruni torna al timone per l’America’s Cup 2027 con Alinghi, dopo aver ricoperto il ruolo di coach di Luna Rossa.

Francesco “Checco” Bruni, uno dei più rappresentativi velisti italiani, ha annunciato il suo ritorno al timone con Tudor Team Alinghi, in vista dell’America’s Cup 2027. L’annuncio, reso pubblico il 26 ottobre 2026, segna un cambio di rotta significativo nella sua carriera, dopo anni trascorsi come coach di Luna Rossa. Bruni, 53 anni, ha scelto di tornare a guidare un’imbarcazione in prima persona, con l’obiettivo di portare Alinghi a contendersi il trofeo più prestigioso della vela internazionale.

Un passo verso il timone

Il trasferimento di Bruni ad Alinghi non è stato un processo lungo: l’operazione è maturata in poche settimane, grazie a un contatto iniziale tra Ernesto Bertarelli, patron del team svizzero, e il management di Luna Rossa. «Sono qui a Napoli da lunedì ed è tutto molto interessante e stimolante», ha dichiarato Bruni durante una conferenza stampa tenuta al Circolo Nautico Posillipo. L’imbarcazione BoatOne, l’AC75 che farà parte del progetto, è arrivata a Napoli e il team sta già lavorando per iniziare gli allenamenti entro la fine di novembre 2026, con le prime sessioni previste per l’inizio di dicembre.

«Il protocollo è molto chiaro su ciò che si può e non si può fare, e intendo rispettarlo scrupolosamente. Naturalmente porto con me un bagaglio di esperienza che spero possa essere molto prezioso per il nuovo team, ma ci sono informazioni e conoscenze che non possono essere trasferite da una squadra all’altra», ha chiarito Bruni.

Il ritorno al timone a 53 anni: «Conta premere i pulsanti giusti»

Per Bruni, la scelta di Alinghi significa soprattutto tornare a essere protagonista direttamente sull’acqua. Dopo aver ricoperto il ruolo di coach di Luna Rossa, lavorando anche alla crescita dei giovani talenti della squadra italiana, il velista siciliano ha deciso di rimettersi in gioco in prima persona: «Fare l’allenatore è stata un’esperienza che mi è piaciuta molto e che mi ha dato grandi soddisfazioni, soprattutto per il lavoro con i giovani. Ma se la confronto con l’opportunità che mi sta offrendo Alinghi, non c’è paragone. Questo è un ruolo che mi piace molto di più».

Un progetto in crescita e un obiettivo ambizioso

Alinghi, fondato da Ernesto Bertarelli nel 1994, ha vinto l’America’s Cup nel 2003, diventando il primo challenger capace di vincere il trofeo alla sua prima partecipazione, e ha difeso il titolo con successo nel 2007. Dopo un periodo di assenza, la squadra è tornata in Coppa America a Barcellona nel 2024, ma i risultati non hanno soddisfatto le aspettative. L’edizione di Napoli 2027 rappresenta quindi un’occasione di rilancio, nella quale l’esperienza di Bruni potrebbe diventare determinante.

«Ho visto un team che sta crescendo, anche dopo risultati che non hanno soddisfatto le aspettative. Il potenziale è grande e la squadra è forte», ha commentato Bruni. L’obiettivo immediato sarà costruire un equipaggio competitivo, individuare le soluzioni tecniche migliori e recuperare terreno rispetto agli avversari. La vera ambizione, però, è riportare Alinghi a contendersi la Louis Vuitton Cup e, possibilmente, il trofeo più antico dello sport internazionale. «Anche noi siamo impazienti di navigare», ha confermato Bruni. «Al momento, qui a Napoli, sta uscendo soltanto la barca francese. Pensiamo di riuscire a mettere la nostra barca in acqua entro la fine di novembre, anche se non abbiamo ancora una data precisa. Tutti stanno lavorando per accelerare i tempi, ma è importante fare le cose per bene. La pianificazione attuale prevede le prime navigazioni all’inizio di dicembre».