Emergenza freddo in Alto Adige: posti letto disponibili, ma le persone non si presentano
In Alto Adige, l’emergenza freddo si fa sentire: posti letto disponibili ma le persone non si presentano, complicando l’assistenza ai senzatetto.
Con l’avvio dell’inverno e i primi cali termici, l’emergenza freddo si fa sentire in Alto Adige, dove si registra un paradosso: posti letto disponibili, ma le persone non si presentano. A Bolzano, il sistema di accoglienza invernale è ripartito con settanta posti letto, ma solo una parte di chi ha prenotato si presenta realmente. L’assessora al sociale Patrizia Brillo ha segnalato la situazione, evidenziando un problema che riguarda non solo la disponibilità di posti, ma anche la frequenza di utilizzo da parte degli utenti.
Posti letto disponibili, ma la frequenza è bassa
La rete dei centri dedicati all’emergenza freddo è stata riaperta a Bolzano e in altre città della provincia, come Merano, Bressanone, Brunico e Laives. La capienza complessiva è stata fissata in base a una strategia collaudata, con Bolzano al centro dell’assorbimento principale. Tuttavia, si osserva un fenomeno preoccupante: decine di letti restano vuoti pur essendo prenotati. A fronte di cinquanta prenotazioni registrate, solo trentacinque persone si sono presentate ai cancelli della struttura. Un margine di quindici posti rimasti inutilizzati, che, moltiplicato su scala provinciale, rischia di mandare in cortocircuito la macchina dell’assistenza.
Le cause di queste defezioni spesso sono legate alla grave marginalità e allo stato di alterazione di alcuni utenti, che non riescono a rispettare gli orari d’ingresso. Inoltre, la gestione dei nuclei familiari con minori costringe il Comune a ricorrere continuamente alla parentesi tampone degli alberghi. Questa misura, pur d’urgenza, risulta dispendiosa e inadeguata a lungo termine. L’amministrazione sta valutando l’introduzione di liste di riserva per evitare che decine di giacigli restino sguarniti mentre fuori le temperature crollano.
Un fronte del tutto scoperto: i lavoratori senza casa
Un altro aspetto critico riguarda il fronte dei lavoratori, che pur avendo un’occupazione, non riescono ad accedere al mercato privato della locazione e finiscono per gravitare attorno ai servizi per i senzatetto. Per monitorare l’evoluzione dei flussi e evitare che il peso dell’accoglienza continui a gravare quasi esclusivamente sul capoluogo, il Comune rilascerà un bollettino informativo ogni due o tre settimane, chiedendo un intervento coordinato della Provincia anche sul tema dell’emergenza abitativa per i lavoratori. La situazione, pur complessa, richiede una risposta strutturata e tempestiva, in attesa che i trasferimenti previsti nei comuni della provincia entro fine novembre diano un minimo di respiro. L’emergenza freddo in Alto Adige rappresenta un test per la capacità delle istituzioni di gestire le esigenze di una popolazione in difficoltà, in un contesto di risorse limitate e di crescente marginalità sociale.
