L’America’s Cup torna in Italia, a Napoli inizia una nuova era

L’America’s Cup si svolgerà a Napoli nel 2027, segnando un passo avanti per la regata più antica del mondo.

Velisti in azione a Napoli, regata di alto livello, barche moderne e tecnologia avanzata
Velisti in azione a Napoli, regata di alto livello, barche moderne e tecnologia avanzata

L’America’s Cup torna in Italia, a Napoli, nel 2027, segnando un momento epocale per la regata più antica del mondo. L’evento, nato nel 1851, quarantacinque anni prima delle Olimpiadi moderne, si svolgerà per la prima volta in Italia dopo 176 anni, un traguardo che rappresenta un’opportunità straordinaria per il Paese. L’evento, che si svolgerà in una città simbolo del Mediterraneo, non solo sarà un momento di orgoglio per i tanti appassionati, ma anche un’occasione per dimostrare la capacità dell’Italia di organizzare eventi sportivi internazionali di alto livello, valorizzando le proprie competenze, il territorio e la cultura. L’evento sarà anche un’opportunità per accelerare la riqualificazione dell’area di Bagnoli, restituendola alla città rinnovata, accessibile e integrata nel tessuto urbano.

Un nuovo modello per l’America’s Cup

La 38a America’s Cup si svolgerà con un nuovo modello di gestione, introdotto attraverso l’America’s Cup Partnership (ACP), che riscrive le regole del gioco. L’ACP ha introdotto una governance paritaria tra i team, dando vita a una struttura più condivisa e stabile, nel rispetto dei documenti e dei ruoli originari del Defender e del Challenger of Record. Uno dei primi obiettivi dell’ACP era quello di attrarre più team, contenendo i costi e stabilendo regole più certe, condivise e sostenibili nel lungo periodo. L’iscrizione di sette team dimostra che la strada intrapresa è quella giusta.

Le barche e le regole tecnologiche

Per Napoli 2027 sono state confermate le barche già utilizzate a Barcellona: i monoscafi foiling AC75, scafi ufficiali di Coppa, e i più piccoli AC40, anch’essi monoscafi foiling, ma One Design, e quindi uguali per tutti i team. Secondo il nuovo Protocollo, i team già presenti a Barcellona non potranno progettare da zero un AC75 e dovranno riutilizzare, se disponibili, gli scafi impiegati nella 37a America’s Cup. I nuovi iscritti potranno invece acquistare un AC75 esistente oppure costruire uno scafo basato sul progetto di una barca della precedente edizione. Per rispettare uno degli aspetti fondanti dell’America’s Cup, che è sempre stata una sfida tecnologica, il Protocollo pone dei vincoli alla modifica degli scafi e al numero di nuovi componenti, concentrando lo sviluppo soprattutto su foil, flap, timone, vele, sistemi elettronici e di controllo.

La regata si svolgerà con un formato sostanzialmente simile a quello di Barcellona: sono previste una serie di regate preliminari, le Challenger Selection Series, denominate Louis Vuitton Cup, e il Match finale tra il challenger vincitore della Louis Vuitton Cup e il defender Emirates Team New Zealand. Sono stati confermati anche gli eventi dedicati alle donne, la Women’s America’s Cup, e ai giovani, la Youth America’s Cup. Una delle principali novità riguarda le regate di flotta, che saranno introdotte insieme ai match race nella prima fase – il Group Stage – delle Challenger Selection Serie.

Sugli AC75 a Napoli vedremo solo cinque velisti, e almeno uno di questi dovrà obbligatoriamente essere una donna. La velista e almeno altri due membri dell’ela nazionalità del team partecipante. AI cinque membri dell’equipaggio si aggiungerà una sesta persona, il cosiddetto “Guest Racer”: un ospite che prenderà parte alla regata senza avere alcun ruolo operativo. È una formula che recupera, in una veste aggiornata, l’esperienza del “diciottesimo uomo” adottata sulle barche dell’International America’s Cup Class. Scompariranno invece i cyclor, i velisti-ciclisti incaricati nel 2024 di produrre l’energia necessaria a regolare le vele e gli altri sistemi di bordo. Al loro posto sarà installato un sistema alimentato da batterie, che simulerà l’energia generata da quattro cyclor.

Accanto agli AC75 resteranno gli AC40, le imbarcazioni più piccole utilizzate per le prime regate preliminari e per le competizioni dedicate ai giovani e alle donne. Nelle Preliminary Regatta disputate con gli AC40, i team potranno schierare due barche, purché una di queste sia formata da equipaggio misto giovani e donne. L’evento rappresenta un passo avanti non solo per la regata, ma anche per l’innovazione e la sostenibilità, con un modello che cerca di equilibrare tecnologia, tradizione e inclusività.