Cassazione assolve colonnello Sabatino nel processo Cucchi, depistaggi definitivamente riconosciuti
Cassazione assolve colonnello Sabatino nel processo Cucchi, depistaggi definitivamente riconosciuti

La Cassazione assolve il colonnello Sabatino nel processo Cucchi
La Suprema Corte di Cassazione ha definitivamente assolto il colonnello Lorenzo Sabatino, in quanto il fatto non costituisce reato, nel processo che ha seguito il pestaggio e la morte di Stefano Cucchi, avvenuto il 15 ottobre 2009. La decisione, resa ieri sera, ha rigettato i ricorsi di altri carabinieri che avevano già visto confermate condanne o dichiarata la prescrizione. La sentenza, emessa dalla Quinta sezione penale, ha accolto la richiesta della procura generale, sostenendo la contradditorietà e l’illogicità della sentenza di primo e secondo grado.
La sentenza ha definitivamente riconosciuto i depistaggi. Con la decisione di ieri, diventano definitive due condanne e tre prescrizioni, mentre per Sabatino è arrivata l’assoluzione. I ricorsi di Francesco Di Sano e Luca De Cianni sono stati rigettati, mentre per il generale Alessandro Casarsa e altri carabinieri è stata dichiarata l’inammissibilità.
Un capitolo chiuso dopo 16 anni di battaglie
La famiglia di Stefano Cucchi, in particolare la sorella Ilaria, ha commentato che si chiude un capitolo dopo 16 anni di battaglie giudiziarie, durante le quali alcuni dei responsabili avevano già iniziato a mettere in piedi falsi e depistaggi. Falsi e depistaggi oggi definitivamente riconosciuti dalla Suprema Corte di Cassazione, tra condanne confermate e chi si è salvato grazie alla prescrizione. L’annullamento senza rinvio, un fatto non così frequente, dimostra l’importanza del lavoro svolto da chi ha creduto nella verità.
La vittoria è il frutto del lavoro di chi ha creduto. Il risultato di oggi è merito della Procura di Roma, della serietà e dell’impegno del Pubblico ministero Giovanni Musarò e del Procuratore generale Tomaso Epidendio. E con loro, vogliamo ringraziare Cittadinanza Attiva, che in tutti questi anni è sempre rimasta al nostro fianco.
La famiglia ha espresso un pensiero speciale per papà Giovanni e mamma Rita, che in quelle aule di tribunale hanno visto ammalarsi per poi, di quella sofferenza, morire. È la nostra vittoria contro l’arroganza del potere. E la dimostrazione che era giusto crederci, nonostante il prezzo altissimo che le nostre vite hanno dovuto pagare. Ma non siamo mai stati soli.
La decisione ha chiuso una parte della vita fatta di impegno e dolore. Siamo partiti in quattro e siamo rimasti in due. Per questo oggi il nostro pensiero va a papà Giovanni e mamma Rita, che in quelle aule di tribunale abbiamo visto ammalarsi per poi, di quella sofferenza, morire. È la nostra vittoria contro l’arroganza del potere. E la dimostrazione che era giusto crederci, nonostante il prezzo altissimo che le nostre vite hanno dovuto pagare. Ma non siamo mai stati soli.
