Il biglietto dell’ex detenuto diventa arma per Logli nel processo Ragusa

Il tentativo di riaprire il processo per scagionare Antonio Logli si basa su dichiarazioni di un ex detenuto. Nuove testimonianze potrebbero cambiare il corso del caso.

Il biglietto dell’ex detenuto diventa arma per Logli nel processo Ragusa
Il biglietto dell’ex detenuto diventa arma per Logli nel processo Ragusa

Il tentativo di riaprire il processo per scagionare Antonio Logli, marito di Roberta Ragusa, si basa su nuove testimonianze che potrebbero cambiare il corso del caso. L’avvocato Andrea Vernazza, difensore di Logli, punta su dichiarazioni di un ex detenuto, che ha rivelato di aver sentito confidenze su una falsa testimonianza da parte di Loris Gozi, accusato di aver incastrato il marito di Roberta. L’uomo, residente a Pisa, ha inviato una lettera ai legali di Logli, svelando dettagli raccolti durante il periodo in cui era in carcere al Don Bosco nel 2016.

Un ex detenuto racconta di aver sentito confidenze su falsa testimonianza

L’ex detenuto, 61 anni, ha svolto mansioni di servizio al Don Bosco, tra cui la raccolta dei rifiuti nelle celle. È in quel contesto che ha conosciuto Gozi, con il quale ha condiviso alcune confidenze. Secondo il detenuto, Gozi gli ha rivelato di aver reso falsa testimonianza, incastrando ingiustamente Logli. La lettera, recapitata agli avvocati di Logli, è stata mostrata in TV su Canale 5, dove il difensore ha espresso fiducia nelle dichiarazioni dell’uomo, considerate attendibili.

Le dichiarazioni dell’ex detenuto sono state sottoposte a valutazione da parte dei difensori di Logli. L’uomo ha affermato di aver visto Gozi preoccupato e di averlo interrogato su motivi di ansia. L’uomo ha rivelato che Gozi gli aveva confidato di aver rilasciato una falsa testimonianza, accusando Logli di averlo visto in auto vicino al passaggio a livello la notte in cui Roberta è scomparsa.

La famiglia di Logli attende la revisione del processo

La famiglia di Antonio Logli, composta da figli e padre Valdemaro, attende con fiducia la revisione del processo. Il padre ha ribadito in TV che “la verità verrà fuori”. L’istanza di revisione, che potrebbe portare a un nuovo processo, è in corso di preparazione. Andrea Vernazza punterà anche sull’allontanamento volontario della madre di Gello, che ha espresso la volontà di cambiare vita per sentirsi apprezzata in famiglia. Questo elemento rappresenta la seconda gamba dell’istanza di revisione.

Il pool difensivo valuta anche un secondo detenuto, le cui dichiarazioni sono al vaglio. Due settimane o un mese sono previsti prima che le carte siano depositate alla Corte di Appello di Genova, competente per i processi toscani. L’obiettivo è tirare fuori dal carcere Antonio Logli, che è in carcere dal 2019 per una condanna definitiva a vent’anni per omicidio e distruzione di cadavere.

Gozi, interrogato da Mattino 5, ha negato le dichiarazioni dell’ex detenuto, affermando di non aver mentito e di essere stato giudicato attendibile dai giudici. Il suo legale, Simone Cozza, ha espresso scetticismo, considerando la storia del detenuto come vecchia e non ancora concreta. Per il momento, la famiglia di Logli attende con fiducia la revisione del processo, convinta della sua innocenza e della possibilità di un nuovo esame delle prove.