Le anomalie del caso Yara Gambirasio e la difesa di Bossetti

La difesa di Bossetti solleva dubbi su prove che lo hanno condannato a ergastolo.

Le anomalie del caso Yara Gambirasio e la difesa di Bossetti
Le anomalie del caso Yara Gambirasio e la difesa di Bossetti

La difesa di Massimo Bossetti, condannato a ergastolo per l’omicidio di Yara Gambirasio, solleva nuove perplessità sulle prove che hanno portato alla sua condanna. Al centro della contestazione c’è la traccia 31G20, il sangue trovato sugli slip della ragazza, da cui è stato ricavato il profilo genetico di Ignoto 1, successivamente identificato con Bossetti. I difensori sostengono che gli accertamenti effettuati non dimostrerebbero la provenienza di quel profilo dalla traccia in questione. Inoltre, segnalano una presunta incongruenza cronologica: un frammento degli indumenti sarebbe stato consumato durante l’esame, rendendo impossibile fotografarlo successivamente, come invece sarebbe accaduto.

La richiesta alla Cassazione

La difesa di Bossetti, rappresentata dagli avvocati Claudio Salvagni e Paolo Camporini, ha presentato un ricorso di circa settanta pagine, contestando l’ordinanza del 5 ottobre scorso con cui la Corte d’Assise di Bergamo ha respinto la richiesta di nuovi accertamenti sui reperti. Secondo i giudici, le argomentazioni presentate non introducevano elementi nuovi e specifici, essendo già state affrontate nei precedenti processi. La richiesta alla Corte di Cassazione è di annullare l’ordinanza e rinviare gli atti affinché venga svolta una nuova valutazione, verificando la documentazione cartacea, l’eventuale disponibilità del file digitale e l’utilità investigativa degli accertamenti.

La difesa sostiene che gli accertamenti effettuati non dimostrerebbero la provenienza del profilo genetico da quella traccia. Inoltre, segnalano una presunta incongruenza cronologica, con un frammento degli indumenti che sarebbe stato consumato durante l’esame, rendendo impossibile fotografarlo successivamente. La richiesta di nuove analisi sui reperti è stata respinta, e la difesa non ha ricevuto risposta positiva. La situazione rimane in sospeso, con la richiesta di un nuovo intervento sulla documentazione e sui campioni biologici ancora esistenti.

Le incongruenze del caso

Nel ricorso vengono richiamate le incongruenze temporali e documentali riguardanti la traccia 31G20, la presunta presenza di liquido seminale umano sul giubbino e sulla felpa di Yara, secondo il consulente della difesa Marzio Capra, le 54 provette contenenti materiale biologico attribuito a Ignoto 1 e un reperto pilifero non descritto nella documentazione medico-legale. La difesa sostiene che gli accertamenti effettuati non dimostrerebbero la provenienza del profilo genetico da quella traccia.

La trasmissione de Le Iene, a cura di Luigi Pelazza, ha raccolto le dichiarazioni dell’avvocato Claudio Salvagni, che ha ripercorso una serie di incongruenze che, secondo la difesa, hanno portato alla condanna del suo assistito. Nella clip mostrata da Le Iene, diverse anomalie sono state segnalate anche sul corpo della povera Yara, oltre al grande giallo che riguarda il ritrovamento del suo cadavere con segni non riconducibili alla ricostruzione fatta dagli inquirenti. Dai dettagli emersi, infatti, l’impianto accusatorio ai danni di Bossetti, ad “oggi sembra scricchiolare”.

La difesa di Bossetti continua a sollevare dubbi su alcune delle prove che hanno portato alla sua condanna. Nonostante la difesa dell’uomo dubiti della provenienza del DNA che lo ha incastrato, i giudici hanno detto “no”. La vicenda dei reperti relativi all’omicidio di Yara Gambirasio torna davanti alla Corte di Cassazione, con la speranza di un ulteriore chiarimento. La richiesta di un nuovo intervento sulla documentazione e sui campioni biologici ancora esistenti è al centro delle discussioni. La difesa non ha ricevuto risposta positiva, e la situazione rimane in sospeso. La richiesta di nuove analisi sui reperti è stata respinta, e la difesa non ha ricevuto risposta positiva.