USA i droni per proteggere i helicópteri: EEUU sviluppa un sistema autonomo per ridurre i rischi in guerra
EEUU sviluppa un dron autonomo per proteggere i helicópteri in guerra, riducendo i rischi per i piloti.

La guerra in Ucraina ha messo in luce le fragilità dei helicópteri moderni, spingendo gli Stati Uniti a cercare soluzioni innovative per proteggerli. Il governo americano sta sviluppando un dron autonomo, chiamato Thunder, che potrebbe accompagnare i velivoli da combattimento e assumere parte del rischio che finora era sostenuto dai piloti. Questo sistema, progettato da Anduril, è stato presentato al Salone Aeronautico di Farnborough e potrebbe entrare in servizio entro il 2027, con una produzione prevista per il 2029 o il 2030.
Un dron autonomo per proteggere i piloti
Il Thunder è un dron di grandi dimensioni, classificato nel Gruppo 5 delle aeronavi non tripulate, che pesa oltre 600 kg. È in grado di decollare e atterrare verticalmente, come un elicottero, ma una volta in volo si comporta come un aereo, sfruttando le sue ali per volare più velocemente e con maggiore efficienza. Questo sistema è stato progettato per accompagnare i velivoli da combattimento, come l’AH-64 Apache, e svolgere compiti di alto rischio, riducendo così l’esposizione dei piloti a minacce esterne.
Il software Lattice for Mission Autonomy permette al Thunder di gestire autonomamente aspetti come la formazione, la rotta, la velocità e la navigazione intorno agli ostacoli. La tripulazione del velivolo tripulato indica gli obiettivi, mentre il sistema decide come eseguire la missione, combinando visione artificiale, mappatura e navigazione inerziale. Questo approccio consente al dron di operare anche in condizioni di degradazione delle comunicazioni o del GPS.
Un’idea che si diffonde nel settore militare
Il concetto di “loyal wingman”, ovvero un dron che accompagna i velivoli da combattimento, sta prendendo piede nel settore aeronautico. Il Thunder rappresenta un passo avanti in questa direzione, offrendo una soluzione per ridurre i rischi per i piloti e aumentare la capacità di combattimento. Anduril ha spiegato che il progetto nasce dalle lezioni apprese durante la guerra in Ucraina, dove la proliferazione di missili portatili, droni e munizioni merodeatrici ha reso il volo a bassa quota estremamente pericoloso. Il Thunder è in grado di trasportare fino a 10 missili aria-superficie, 16 dispositivi esplosivi o 76 razzi da 70 mm. Inoltre, può ospitare fino a 12 interceptor antidroni. La configurazione del velivolo è modulare, permettendo di adattarlo a diverse missioni, come il trasporto di armamenti, sistemi elettronici o logistica. Il sistema è progettato per essere trasportabile in container standard, rendendolo versatile per operazioni in diversi contesti.
Rich Drake, responsabile di Anduril in Gran Bretagna e in Europa, ha sottolineato che le tripulazioni umane sono “troppo preziose per essere perse”. Il Thunder, quindi, non solo riduce i rischi per i piloti, ma aumenta la capacità operativa delle unità aeree. La strategia di Anduril si allinea con l’approccio statunitense di “Affordable Mass”, che mira a produrre sistemi più economici e numerosi, in grado di essere utilizzati in aree dove la perdita di un velivolo tripulato sarebbe inaccettabile.
Nonostante i progressi, il Thunder è ancora un prototipo e non ha ancora effettuato voli reali. Anduril prevede che il velivolo possa volare per la prima volta nel 2027 e iniziare la produzione entro il 2029 o il 2030, a seconda della disponibilità di clienti. Intanto, aziende come Boeing e Sikorsky stanno sviluppando aeronavi collaborative a elica, segnando una tendenza verso un futuro in cui i droni e i velivoli tradizionali opereranno insieme per migliorare la sicurezza e l’efficacia delle operazioni militari.
