La destra verso il “pre-crimine”: un modello di controllo simile a Black Mirror?

La destra italiana propone un modello di sicurezza basato su sorveglianza avanzata e profilazione, simile a una distopia tecnologica.

Un gruppo di manifestanti viene monitorato da sistemi di sorveglianza avanzati, simili a quelli descritti in Black Mirror
Un gruppo di manifestanti viene monitorato da sistemi di sorveglianza avanzati, simili a quelli descritti in Black Mirror

La destra italiana sembra avviarsi verso un modello di sicurezza che potrebbe somigliare a una distopia tecnologica, con l’uso di sistemi di sorveglianza avanzati e profilazione digitale. Il dibattito si concentra su come gestire il conflitto sociale, ma si rischia di trasformare il cittadino in un soggetto monitorato e controllato, senza distinzione tra individuo e reato. La proposta di nuove normative, come quelle presentate da Fratelli d’Italia, sembra spostare il focus dal reato concreto alla prevenzione, costruendo categorie elastiche che potrebbero essere utilizzate per colpire chiunque si oppone al potere. La tecnologia, in questo contesto, non è solo un strumento di controllo, ma un mezzo per estendere il potere statale e privato, con conseguenze potenzialmente gravi per la libertà individuale.

La destra e il concetto di “pre-crimine”

La destra italiana, in particolare Fratelli d’Italia, ha presentato una proposta che mira a punire non solo i reati concreti, ma anche la partecipazione a gruppi organizzati che potrebbero essere considerati “pre-criminali”. Questo approccio, sebbene sia giustificato come misura di sicurezza, rischia di ampliare il concetto di crimine e di rendere più difficile la distinzione tra azione politica e comportamento illegale. La proposta include pene per chi partecipa a gruppi con caratteristiche associate alla violenza, come l’uso di caschi, oggetti o comunicazioni criptate. Tuttavia, il rischio è che tali normative possiamo essere utilizzate per colpire chi si oppone al potere, senza basarsi su prove concrete.

La destra sembra avviarsi verso un modello di controllo che non distingue tra individuo e reato. La proposta di nuove normative, come quelle presentate da Fratelli d’Italia, sembra spostare il focus dal reato concreto alla prevenzione, costruendo categorie elastiche che potrebbero essere utilizzate per colpire chiunque si oppone al potere. La tecnologia, in questo contesto, non è solo un strumento di controllo, ma un mezzo per estendere il potere statale e privato, con conseguenze potenzialmente gravi per la libertà individuale.

La tecnologia come strumento di controllo

Accanto a questa proposta penale, la destra sta anche adottando un modello tecnologico che sembra ispirarsi a sistemi come quelli utilizzati in Cina o in America. Welcome to Favelas, un organo d’informazione di Elon Musk in Italia, ha commentato gli scontri legati al movimento No Tav, indicando la soluzione di sistemi integrati sul modello Palantir. Questi sistemi prevedono l’uso di identità digitali basate su dati anagrafici, riconoscimento facciale, timbro vocale e tracciamento degli spostamenti. L’obiettivo non è solo identificare i responsabili dopo un reato, ma prevedere e prevenire i fenomeni violenti prima che si manifestino.

La sorveglianza automatizzata permette di controllare più persone, più a lungo e con costi inferiori. Tuttavia, non smette di essere tale. Al contrario, l’automazione rende il controllo più invisibile e difficile da contestare. Gli algoritmi non cancellano la decisione politica, ma la rendono invisibile, aumentando il potere degli apparati dello Stato e delle multinazionali tecnologiche. Questo modello di sicurezza, sebbene presentato come una soluzione al conflitto sociale, potrebbe portare a una società in cui il cittadino viene visto non come individuo, ma come insieme di dati, relazioni e probabilità.

La destra dovrebbe comprendere che la legge è un’arma a doppio taglio, mentre gli algoritmi non hanno neppure bisogno di dichiarare da quale parte stanno. La tecnologia, se non usata con responsabilità, potrebbe portare a un controllo totale, con conseguenze gravi per la libertà individuale.