Papa Leone XIV: “Custodire e incrementare la pace è una responsabilità di tutti”

Papa Leone XIV invita a custodire e incrementare la pace in un convegno alla Gregoriana.

Il Papa Leone XIV ha aperto il convegno internazionale “Giovanni Paolo I: iustitia et pax”, tenutosi presso la Pontificia Università Gregoriana, sottolineando che “custodire la pace e incrementarla è per ciascuno di noi una responsabilità”. L’evento, promosso dalla Fondazione Giovanni Paolo I in collaborazione con l’ateneo e il Pontificio Comitato di Scienze Storiche, ha visto la partecipazione di accademici, studiosi e rappresentanti ecclesiali. Il cardinale Pietro Parolin, Segretario di Stato, ha letto il telegramma del Pontefice, che ha espresso speranza per il futuro dell’umanità, sottolineando l’importanza del tema scelto per l’incontro.

La pace come frutto dell’ordine e della giustizia

Richiamando sant’Agostino, Papa Leone XIV ha parlato della pace come frutto della “tranquillitas ordinis”, che presuppone il rispetto della dignità e dei diritti fondamentali di ogni persona, la solidarietà tra i popoli e la giustizia come condizione essenziale. Il Pontefice ha concluso riprendendo le parole del beato Giovanni Paolo I, sottolineando che in un mondo “così scosso”, tutelare e incrementare la pace significa “ricucire ciò che è diviso, proteggere chi è più fragile, ascoltare e riconoscere l’Altro, educare al dialogo sincero e restituire alla parola fraternità una concreta dimensione ecclesiale e politica”.

La diplomazia vaticana e l’autorevolezza morale

Don Roberto Regoli, professore di Storia contemporanea della Chiesa, ha sottolineato come la diplomazia vaticana si fonda sull’autorevolezza morale, un elemento distintivo rispetto ad altre forme di diplomazia. Secondo Regoli, la Santa Sede entra in uno scacchiere internazionale non attraverso strumenti di pressione politica, economica o militare, ma grazie alla credibilità e alla moralità maturate nel contesto internazionale. La diplomazia vaticana, ha aggiunto, è “del servizio”, e si sviluppa dietro le quinte, facilitando incontri senza cercare la ribalta. Una linea che, secondo Regoli, trova conferma anche nell’attuale pontificato: “Anche Papa Leone XIV ha ricordato più volte che il grande lavorio non si vede. La diplomazia media, facilita gli incontri senza cercare la ribalta, è diplomazia del servizio”. Questa prospettiva, ha sottolineato, rappresenta una risorsa importante per superare le contrapposizioni nazionali e promuovere percorsi di riconciliazione e pace.

Religione e identità nazionale: un equilibrio delicato

Roberto Morozzo Della Rocca, professore di Storia contemporanea all’Università degli Studi Roma Tre, ha riflettuto sul rapporto tra identità religiosa e identità nazionale. Ha osservato come “l’identità religiosa può essere un bene e può essere un male certe volte”. Richiamando il conflitto tra Russia e Ucraina, ha spiegato che “nella politica le Chiese ortodosse si sono sempre schierate con le loro nazioni, perché loro teologicamente pensano di essere un tutt’uno con i loro popoli e questo è una costante della Chiesa ortodossa”. Diversa, secondo Morozzo Della Rocca, l’impostazione cattolica: “Nella Chiesa cattolica è diverso perché c’è un forte anelito sovranazionale, anche politico, garantito dalla presenza dell’istituzione papale, dalla Santa Sede, dai Papi”. Questo elemento, ha sottolineato, favorisce una maggiore dialettica rispetto alle appartenenze nazionali.

Una “dialettica”, ha precisato il professore, necessaria anche perché “i cattolici tendono a seguire i loro governi, a volte nazionalisti, mentre il messaggio di Roma è sempre quello di dire che tutti sono figli di Dio e sono fratelli”. Una prospettiva che, secondo il docente, rappresenta una risorsa importante per superare le contrapposizioni nazionali e promuovere percorsi di riconciliazione e pace.