Stefani: «Sì alla fiscalità speciale per Venezia. Addizionale Irpef? Non è in programma»

Stefani annuncia supporto per fiscalità speciale per Venezia, esclude addizionale Irpef nel bilancio 2027.

Alberto Stefani, presidente della Regione del Veneto da quasi un anno, ha espresso sostegno alla fiscalità speciale per Venezia, ritenendola necessaria per attrarre investimenti e promuovere l’innovazione. L’idea, avanzata durante un dibattito su temi regionali, prevede una collaborazione tra pubblico e privato per una città viva e competitiva. Stefani ha sottolineato l’importanza di un’attenzione particolare al futuro del Veneto, sottolineando la necessità di guardare al futuro con un’ottica innovativa e orientata all’efficienza. Nonostante l’interesse per una fiscalità speciale, il presidente ha escluso per il momento l’introduzione dell’addizionale Irpef nel bilancio 2027, affermando che non è in programma.

fiscalità speciale per venezia

Stefani ha sottolineato che la fiscalità speciale per Venezia è una proposta necessaria, non solo per la città, ma per l’intero Veneto. «È assolutamente necessaria, oltre che positiva», ha detto, spiegando che la regione ha bisogno di attrarre investimenti e di guardare al futuro con un’attenzione particolare alla competitività e all’innovazione. L’idea di una «grande alleanza tra pubblico e privato» è stata approvata, con l’obiettivo di creare una Venezia viva e dinamica. L’approccio include l’idea di un finanziamento da parte di fondazioni e società benefit, con l’obiettivo di sostenere progetti di ricerca e sviluppo.

Il presidente ha anche sottolineato l’importanza di una maggiore autonomia legislativa per Venezia, paragonandola a Roma Capitale. «Assolutamente sì», ha detto, «perché verrebbero riconosciute le specificità territoriali». Stefani ha anche menzionato la collaborazione con il sindaco Simone Venturini, che ha portato a una forte sinergia tra la Regione e la città. L’obiettivo è di promuovere progetti come l’hub delle terre rare a Marghera e il tavolo dell’innovazione per attrarre investimenti. L’idea di una «Zona economica speciale» è vista come una forma di riconoscimento dell’autonomia territoriale.

autonomia e investimenti

Stefani ha anche parlato del bilancio di previsione 2027, sottolineando che la coperta è strettissima. «Non sono studi, ma valutazioni che vengono aggiornate annualmente», ha detto, spiegando che l’efficienza della spesa e l’organizzazione interna sono priorità. L’addizionale Irpef non è in programma, e Stefani ha espresso la convinzione che non ci saranno possibilità di introdurla nel 2027. Zero, ha detto, non la stiamo prevedendo. Per gli anni futuri, le valutazioni saranno fatte annualmente, ma per il momento non è in considerazione.

Il presidente ha anche parlato del tema della salute mentale, in vista della Giornata mondiale della salute mentale del 10 ottobre. Ha sottolineato l’importanza di un progetto di legge sullo psicologo di comunità, che entrerà in vigore entro gennaio. Stefani ha espresso preoccupazione per l’uso eccessivo dei social network da parte dei giovani, che preferiscono parlare con l’intelligenza artificiale piuttosto che con persone. «Non esiste salute senza salute mentale», ha detto, sottolineando l’importanza di ascoltare i giovani e di aprire le strutture sanitarie per loro.

Stefani ha anche menzionato il congresso della Lega, in cui ha espresso l’importanza di portare la questione non solo settentrionale, ma territoriale. «Io porterò la difesa della nostra autonomia, la holding autostradale, la necessità di fare investimenti in strutture sociali e sanitarie», ha detto. L’idea di una norma costituzionale per dare a Venezia maggiore autonomia legislativa è stata sostenuta, con l’obiettivo di riconoscere le specificità territoriali. L’interesse per una «città franca» e per un Veneto territorio franco è stato espresso, con l’idea di una Zona economica speciale come forma di riconoscimento dell’autonomia.