Trump si allontana sempre di più dai suoi elettori e dal partito

Trump si allontana dagli elettori e dal partito, con strategie estreme e polarizzazioni crescenti

Donald Trump, presidente degli Stati Uniti, si trova in una posizione sempre più isolata, con il suo partito e gli elettori che si allontanano. I democratici, attraverso il loro piano per il dopo Trump, hanno sottolineato come il presidente, pur essendo un outsider della politica, abbia riuscito a entrare in sintonia con gli elettori arrabbiati con il sistema. Tuttavia, oggi è lui a rappresentare il potere e a essere responsabile dell’economia. I suoi discorsi sempre più aggressivi e le sue azioni unilaterali, che spesso spingono ai limiti costituzionali, hanno suscitato indignazione anche tra i repubblicani.

Un isolamento crescente

Trump, noto per la sua retorica populista, sembra non riuscire più a coinvolgere gli elettori che un tempo lo seguivano. In Texas, il democratico James Talarico, giovane deputato ed ex seminarista, incalza Ken Paxton, procuratore generale vicino a Trump, segnando una difficoltà del partito anche in roccaforti repubblicani. In Nebraska, Trump ha evocato attacchi iraniani contro città americane, come Los Angeles e San Diego, per giustificare i costi della guerra, suscitando indignazione persino tra i repubblicani.

La sua strategia, sebbene estrema, non riesce a riconquistare quegli elettori che un tempo lo seguivano.

La comunicazione della Casa Bianca è stata definita «fallimentare» da esperti come Karl Rove, storico stratega repubblicano. I repubblicani dispongono di maggiori risorse finanziarie e di una macchina organizzativa apparentemente più efficiente, ma non riescono a comunicare efficacemente. Trump, invece, preferisce interminili monologhi e scagliarsi contro nuovi nemici, senza concentrarsi sui temi che preoccupano gli americani. La sua impopolarità si fa sentire anche nei sondaggi, con un gradimento che si attesta al 32 per cento.

Un momento favorevole per i democratici

I democratici vivono un momento favorevole, ma la vittoria alla Camera e al Senato non è scontata. La loro speranza si chiama «risacca rossa», espressione coniata dall’analista Charlie Cook. Si tratta non tanto di un’ondata di entusiasmo per i democratici, ma del crollo dei consensi di Trump che rischia di trascinare a fondo molti candidati repubblicani. Inoltre, l’amministrazione non ha invitato gli osservatori dell’Osce a seguire le elezioni, un evento raro negli ultimi vent’anni.

La sua strategia, sebbene disperata, continua a essere una forma di resistenza, anche se ormai non sorprende più nessuno.

Nonostante le sue azioni estreme, Trump è di nuovo alla Casa Bianca, nonostante due impeachment, una condanna penale per 34 capi d’imputazione e i verdetti civili per abuso sessuale e diffamazione. La sua retorica provocatoria ha sempre avuto un grande intuito nel capire quale retorica fosse capace di entusiasmare i fedelissimi, ma oggi si rende conto che le vecchie strategie non funzionano più. Il presidente, con la sua retorica, ha sempre avuto un grande intuito nel capire quale retorica fosse capace di entusiasmare i fedelissimi, ma oggi si rende conto che le vecchie strategie non funzionano più.