Il regolamento UE sulla deforestazione e i costi per le famiglie europee

Nuovo regolamento Ue sulla deforestazione, costi stimati tra 175 milioni e 2,6 miliardi di euro all’anno per settori coinvolti.

Il regolamento UE sulla deforestazione, entrato in vigore a partire dal 30 dicembre 2026 per le grandi e medie imprese, ha suscitato preoccupazioni per i costi elevati che potrebbero colpire i consumatori e i produttori europei. Secondo le stime, i settori coinvolti dovranno affrontare costi di conformità tra 175 milioni e 2,6 miliardi di euro all’anno, con possibili rincari sui prezzi di prodotti come caffè, cacao, soia, olio di palma e legno. L’obbligo di dimostrare la provenienza non deforestata delle materie prime implica un aumento dei costi di gestione per le aziende, con conseguenze dirette sui prezzi al consumo.

Costi elevati per imprese e famiglie

Le piccole e micro imprese dovranno rispettare l’obbligo a partire dal 30 giugno 2027. L’industria europea dei mangimi per animali stima che l’adeguamento alla normativa potrebbe costare agli agricoltori dell’UE 1,4 miliardi di euro nel 2027. Tra i fattori principali c’è un sovrapprezzo di 30 euro a tonnellata sulla soia, un ingrediente chiave per i mangimi. L’effetto si ripercuote sui prezzi di prodotti alimentari come formaggio, uova e carne, con un aumento per le famiglie europee.

Il regolamento UE potrebbe far aumentare i prezzi di alimenti di uso quotidiano per le famiglie europee. Secondo l’ambasciatore americano in Europa, Andrew Puzder, il provvedimento potrebbe aggiungere costi inutili ai prodotti provenienti da Paesi che non contribuiscono alla deforestazione globale. Gli Stati Uniti, ad esempio, presentano un rischio di deforestazione trascurabile e le loro foreste sono stabili o in crescita da decenni. Eliminare gli oneri di conformità per Paesi a rischio trascurabile potrebbe ridurre i costi per i consumatori europei senza compromettere gli obiettivi del regolamento.

Un allarme per l’industria e i consumatori

Andrew Puzder ha lanciato un allarme sull’impatto del regolamento, sottolineando che l’obbligo di importare solo prodotti certificati deforestation-free rischia di restringere l’offerta e aumentare i costi di gestione per gli operatori. La Commissione UE dovrà agire nell’ambito della sua revisione, prima che scada il tempo. L’effetto si ripercuote sui prezzi finali dei beni di largo consumo, con una pressione al rialzo per le famiglie. La Commissione UE dovrà valutare se i benefici ambientali compensino i costi economici per le famiglie europee. Il regolamento, pur mirando a ridurre le emissioni di gas serra derivanti dalla deforestazione, ha suscitato critiche per l’impatto economico. L’obiettivo è arginare il fenomeno responsabile dell’11% delle emissioni globali, ma i costi per le imprese e i consumatori potrebbero essere elevati. L’orologio fa tic-tac, e le aziende dovranno adeguarsi entro i termini stabiliti.

Il regolamento impone alle aziende europee di dimostrare che le materie prime usate per la produzione di generi alimentari non provengano da aree sfruttate o deforestate. Questo obbligo implica un esercizio all’insegna della trasparenza, ma non di poco conto per alcuni comparti strategici del made in Italy come il food, la carta e il legno-arredo. La lista di codici merceologici modificata più volte, ma ora definitiva, complica i giochi per le aziende. Il conto alla rovescia è cominciato, e le conseguenze si faranno sentire a breve.