Garlasco, De Rensis e il dolore della madre di Stasi
L’avvocato De Rensis torna a parlare del caso Garlasco e del dolore della madre di Stasi, dopo nuove dichiarazioni di un magistrato.

L’omicidio di Chiara Poggi a Garlasco continua a suscitare interrogativi e dolore, anche dopo diciannove anni. L’avvocato Antonio De Rensis, che assiste Alberto Stasi, l’unico condannato in via definitiva per l’omicidio, ha rilanciato l’attenzione su un tema che rimane centrale: il peso della tragedia sulla famiglia di Stasi e le nuove possibilità di chiarimento. L’attenzione è tornata su dichiarazioni di Giulia Pezzino, magistrato di Pavia, che ha parlato di “rilevanti omissioni” nelle prime indagini su Andrea Sempio nel 2016. L’avvocato ha definito quelle parole “una miniera d’oro”, sottolineando l’importanza di un elemento rilevante, pronunciato da un magistrato, in un contesto che si complica sempre di più.
Le prime indagini e la villetta di via Pascoli
La villetta di via Pascoli 8, dove Chiara Poggi fu trovata senza vita, è rimasta al centro del dibattito. Antonino Monteleone ha chiesto a De Rensis se, a quasi vent’anni dalla tragedia, quell’abitazione possa custodire risposte non ancora individuate. L’avvocato ha collegato il tema alle dichiarazioni di Pezzino, sostenendo che “le rilevanti omissioni si siano verificate anche, ma non solo, all’interno dell’abitazione in cui si è consumato questo efferato delitto”. Per De Rensis, l’attenzione deve tornare sulle prime indagini e sulle verifiche eseguite nella casa, in un quadro che si evolve e che non sembra voler chiudersi.
Il dolore della madre di Stasi
Il dolore della madre di Alberto Stasi, Elisabetta Ligabò, è stato evocato con parole che hanno colpito l’ascoltatore. “C’è una donna che vive da sola perché ha perso i due affetti più cari”, ha detto De Rensis, parlando con Antonino Monteleone. Il marito, Nicola Stasi, è morto nel dicembre 2013 a causa di una malattia autoimmune. Due anni dopo, nel 2015, anche il figlio Alberto è entrato in carcere, dopo la sentenza con cui la Cassazione ha reso definitiva la condanna dell’appello-bis per l’omicidio di Chiara Poggi, uccisa il 13 agosto 2007. Un quadro familiare doloroso, che si intreccia alla lunga storia giudiziaria del caso.
Stasi parlerebbe di Chiara con estrema delicatezza e rispetto, mentre nuovi atti e testimonianze vengono riesaminati. De Rensis non ha mai nascosto la stima e l’affetto maturati verso il suo assistito. Nel corso del confronto televisivo, ha richiamato anche le nuove questioni emerse sul fronte investigativo, in uno scenario che continua a suscitare interrogativi e sgomento.
Le domande attorno al caso restano aperte, e la ricerca di verità non sembra voler fermarsi. Il caso Garlasco, con le sue complessità e le sue ferite profonde, rimane un tema che non si chiude. L’attenzione si sposta su nuovi elementi, ma il dolore di chi ha perso la vita e di chi ha subìto il peso di un processo lungo e tormentato non si estingue. L’interesse per il caso non si esaurisce, e le domande restano aperte, come il destino di una famiglia segnata da tragedie e da una lunga storia giudiziaria.
- De Rensis ha citato le dichiarazioni di Giulia Pezzino, magistrato di Pavia, ascoltata nell’ambito dell’inchiesta della Procura di Brescia.
- Le parole di Pezzino aiuterebbero a comprendere quanto sarebbe accaduto in una fase precedente degli accertamenti sul caso.
La ricerca di verità non si ferma, e il dolore di una famiglia segnata da tragedie e da una lunga storia giudiziaria rimane vivo. Il caso Garlasco, con le sue complessità e le sue ferite profonde, continua a suscitare interrogativi e sgomento, anche dopo diciannove anni.
