Ergastolo confermato in secondo grado per Impagnatiello nell’omicidio di Giulia Tramontano

Ergastolo confermato per Impagnatiello nell’omicidio di Giulia Tramontano, sentenza di secondo grado non riconosce aggravante della premeditazione.

Ergastolo confermato in secondo grado per Impagnatiello nell'omicidio di Giulia Tramontano
Ergastolo confermato in secondo grado per Impagnatiello nell’omicidio di Giulia Tramontano

L’assassino di Giulia Tramontano, Alessandro Impagnatiello, è stato condannato in secondo grado all’ergastolo per l’omicidio della fidanzata al settimo mese di gravidanza, uccisa il 27 maggio di due anni fa a Senago, nel Milanese. La Corte d’Assise d’Appello di Milano ha confermato la sentenza di primo grado, escludendo però l’aggravante della premeditazione. La decisione, resa il 25 giugno 2025, ha suscitato reazioni contrastanti tra la famiglia della vittima e l’avvocato difensore di Impagnatiello.

Reazioni contrastanti tra famiglia e difensore

La famiglia di Giulia Tramontano, composta da Loredana, la madre della vittima, e dal marito Franco, ha lasciato l’aula provata dal dolore. Loredana, accompagnata dall’amica del cuore di Giulia, aveva con sé due fotografie della vittima con una dedica anche a Thiago, il figlio che avrebbe dovuto nascere. Il legale della famiglia, Giovanni Cacciapuoti, ha espresso soddisfazione per la conferma della condanna, sottolineando che “nulla sposta” la sentenza. “È sempre ergastolo. Siamo soddisfatti”, ha affermato.

L’avvocatessa Giulia Geradini, difensore di Impagnatiello, ha espresso una sorta di soddisfazione per il fatto che la Corte abbia ascoltato in parte le sue ragioni, pur riconoscendo le aggravanti della convivenza e della crudeltà. “Non si tratta di vittoria o sconfitta, penso che questo processo sia una sconfitta generale”, ha detto, aggiungendo che valuterà il ricorso in Cassazione. “Sono curiosa di leggere le motivazioni”, ha aggiunto, mentre l’avvocato ha chiarito che l’accesso alla giustizia riparativa richiederà tempo.

La sentenza e le aggravanti non riconosciute

La Corte d’Assise d’Appello di Milano, presieduta dalla giudice Ivana Caputo, ha confermato in secondo grado le aggravanti della crudeltà e del rapporto di convivenza, escludendo però quella della premeditazione, per Alessandro Impagnatiello, condannato anche in secondo grado all’ergastolo per l’omicidio di Giulia Tramontano. La sua legale Giulia Geradini aveva chiesto l’esclusione anche della crudeltà.

Alessandro Impagnatiello è rimasto impassibile alla lettura della sentenza del processo d’appello con cui gli è stata confermata la condanna all’ergastolo per l’omicidio della fidanzata Giulia Tramontano. Quando la presidente della Corte Ivana Caputo ha pronunciato il verdetto, lui era in piedi nei primi banchi accanto alla sua legale Giulia Geradini e non ha avuto alcuna reazione. In lacrime i genitori della vittima.

La decisione ha suscitato reazioni contrastanti, con la famiglia che ha espresso soddisfazione per la conferma della pena massima e l’avvocato difensore che ha espresso una sorta di sollievo per il mancato riconoscimento di un aggravante. La sentenza, però, non ha modificato la condanna all’ergastolo, che rimane la pena più grave per l’omicidio di Giulia Tramontano.