Elisa Claps, 30 anni dopo la famiglia chiede verità alla Diocesi
La famiglia di Elisa Claps chiede chiarimenti sulla Diocesi dopo 30 anni di silenzi.

La famiglia di Elisa Claps, la ragazza uccisa 30 anni fa nella chiesa della Santissima Trinità di Potenza, continua a chiedere chiarimenti alla Diocesi locale. La famiglia, che ha sempre sostenuto la battaglia per la verità sul caso, ha espresso il desiderio di comprendere i silenzi e le complicità che si sono consumati negli anni. La famiglia ha ribadito la sua posizione in una lettera inviata a Papa Francesco, contestando la decisione della Chiesa di riaprire la chiesa al culto. La riapertura, avvenuta ad agosto, è stata vista come un passo in contrasto con la memoria di Elisa, che è rimasta per 27 anni nello stesso luogo dove è stata uccisa.
La protesta contro la riapertura della chiesa
Lo scorso 5 novembre, in occasione della prima messa celebrata alla Santissima Trinità dopo la riapertura, centinaia di persone hanno partecipato a un presidio organizzato da “Libera” per protestare contro la decisione della Diocesi. La protesta, che ha visto la partecipazione di una folla ingente, ha visto la presenza di cartelli con frasi come «Chiesa della Ss. Omertà» e «Vergogna, vergogna». Molti partecipanti hanno espresso solidarietà con la famiglia Claps, desiderando che la chiesa rimanga un luogo della memoria e non un luogo di celebrazioni religiose.
La folta partecipazione è stata accolta positivamente da Gildo Claps, presente al presidio, come testimonianza di affetto per Elisa e vicinanza alla famiglia. La protesta ha suscitato reazioni forti da parte della Diocesi, che ha visto nella manifestazione un atteggiamento inaccettabile. Tuttavia, la famiglia Claps e i sostenitori del caso hanno sottolineato che la loro azione è motivata da un desiderio di giustizia e verità, non da un attacco alla religione.
Una manifestazione per ricordare Elisa
Oggi, a partire dalle ore 9.30, a Potenza la consulta studentesca organizza la manifestazione «Tutti per Elisa», un corteo per ricordare la studentessa potentina uccisa 30 anni fa. L’iniziativa, con partenza in piazza Zara, toccherà alcune tappe, come la casa di Elisa e la piazza Mario Pagano, prima di concludersi davanti alla chiesa della Santissima Trinità, riaperta al culto e alle celebrazioni religiose il 2 novembre scorso.
La comunità studentesca sottolinea il valore dell’iniziativa come ricordo della giovane Elisa, tragicamente scomparsa lo scorso 12 settembre 1993 a Potenza e mai più tornata a casa. Gli studenti ritengono che Potenza non possa disunirsi nell’importante azione di contrasto ai silenzi e ai femminicidi, e invitano a una prova di maturità e solidarietà.
La famiglia Claps continua a chiedere verità e giustizia
La Diocesi ha espresso rammarico per la protesta
La famiglia Claps, con la sua continua battaglia per la verità, continua a chiedere alla Diocesi di fare luce sui silenzi e sulle complicità che si sono consumati. «Non smetteremo di cercare la verità», ha detto Gildo Claps, presente al presidio. La sua voce è un richiamo a una società che deve riconoscere il valore della memoria e della giustizia, anche dopo 30 anni.
