Delitto di Garlasco: scoppia il caos dopo l’esposto di Stefania Cappa
Nuovo svolgimento del caso Garlasco: l’esposto di Stefania Cappa ha scatenato reazioni e contestazioni.

Il delitto di Garlasco ha visto un nuovo svolgimento dopo l’esposto presentato da Stefania Cappa, cugina di Chiara Poggi, uccisa nel 2007. L’atto, reso pubblico in esclusiva nella prima puntata di “Verità Nascoste – Il Diario”, condotto da Milo Infante su Canale 5 il 24 agosto, ha suscitato reazioni e contestazioni da parte di diversi soggetti coinvolti. L’esposto sostiene che la famiglia Cappa sarebbe stata sottoposta a una “sistematica coordinata e preordinata esposizione mediatica”, frutto di una condotta organizzata da parte di tre figure chiave: l’avvocato Antonio De Rensis, difensore di Alberto Stasi, l’inviato de Le Iene Alessandro De Giuseppe e l’ex comandante della stazione dei Carabinieri di Garlasco Francesco Marchetto.
La ricostruzione dell’esposto
Secondo la ricostruzione contenuta nel documento, i tre avrebbero agito insieme per sostenere l’innocenza di Stasi e spostare l’attenzione investigativa sulla famiglia Cappa, anche attraverso il cosiddetto “super testimone” Gianni Bruscagin. Un passaggio ritenuto centrale riguarda l’8 luglio 2022, quando Stefania Cappa avrebbe appreso, attraverso un parente, che De Rensis era entrato nel gruppo legale di Stasi. Nella stessa telefonata, Reale avrebbe riferito che l’avvocato Gian Luigi Tizzoni era venuto a conoscenza di una possibile ricostruzione dei fatti che De Rensis e De Giuseppe avrebbero preparato per sottoporla alla Procura di Pavia. Da questa informazione, Cappa avrebbe individuato l’origine della presunta “regia”.
Contestazioni e reazioni
Dopo la trasmissione, Reale e Tizzoni hanno contestato la ricostruzione, sostenendo di non essere stati interpellati. Hanno spiegato che Tizzoni aveva saputo della nomina di De Rensis già il 24 maggio 2022, dopo uno speciale de Le Iene sul caso, e che la notizia era stata comunicata ai familiari di Chiara Poggi perché riguardava direttamente Stefania Cappa. La sentenza di condanna per diffamazione aggravata non è definitiva.
Anche De Rensis ha respinto la ricostruzione. Ospite di Filorosso su Rai 3, ha definito la vicenda grave e ha annunciato possibili iniziative giudiziarie. Il legale ha ricostruito la propria attività nel luglio 2022, spiegando di aver presentato a fine giugno una richiesta per ottenere i cd con le intercettazioni del 2017. L’istanza sarebbe stata autorizzata l’8 luglio e i cd ritirati il 13 luglio. Lo stesso giorno, secondo il suo racconto, lo studio di De Rensis sarebbe stato contattato dall’avvocato Cappa per proporgli la partecipazione a convegni sul diritto sportivo. De Rensis non era a conoscenza dell’incarico di Cappa per Stasi.
De Rensis ha infine riferito di aver appreso che sarebbero state svolte indagini sulla sua persona, dichiarandosi pronto a rivolgersi all’autorità giudiziaria qualora ne avesse conferma. Sull’8 luglio, indicato nell’esposto come data chiave, ha ribadito: se quanto mostrato fosse vero, a suo giudizio anche la Procura di Pavia avrebbe motivo di occuparsene.
- Stefania Cappa presenta un esposto sull’8 luglio 2022.
- De Rensis e De Giuseppe vengono indicati come coautori della presunta regia.
- Reale e Tizzoni contestano la ricostruzione e spiegano i loro rapporti con i protagonisti.
Il caso del delitto di Garlasco, che ha già visto numerose indagini e dibattiti, sembra essere tornato al centro dell’attenzione con un nuovo capitolo legato all’esposto di Stefania Cappa. La situazione, complessa e delicata, potrebbe portare a ulteriori sviluppi giudiziari e mediatici, con implicazioni per tutti i soggetti coinvolti.
