Strage di Erba, la difesa di Olindo e Rosa: «Frigerio aveva deficit cognitivo, ricordo falsato»

La difesa di Olindo Romano e Rosa Bazzi attacca la testimonianza di Mario Frigerio, sostenendo che il sopravvissuto aveva un deficit cognitivo e ricordi falsati. L’udienza è in programma il 10 luglio.

Strage di Erba, la difesa di Olindo e Rosa: «Frigerio aveva deficit cognitivo, ricordo falsato»
Strage di Erba, la difesa di Olindo e Rosa: «Frigerio aveva deficit cognitivo, ricordo…

La difesa di Olindo Romano e Rosa Bazzi, condannati all’ergastolo per la strage di Erba del 2006, ha presentato nuove prove durante l’udienza in corso a Brescia. I legali della coppia, tra cui il professor Nico D’Ascola, hanno sottolineato come la testimonianza del sopravvissuto Mario Frigerio, morto nel 2014, fosse influenzata da un deficit cognitivo e non potesse essere considerata attendibile. La difesa sostiene che il ricordo di Frigerio, che inizialmente aveva descritto un killer con pelle olivastra, fosse un falso ricordo, creato in seguito a domande suggestive e a una condizione di vulnerabilità psichica.

La testimonianza di Frigerio e le critiche della difesa

Frigerio, che riconobbe Olindo Romano come aggressore alcuni giorni dopo il massacro e in aula, aveva subito ferite e intossicazione da monossido di carbonio. La difesa, avvalendosi di consulenze di esperti, ha sottolineato che il racconto di Frigerio era «non genuino» e che le dichiarazioni fatte dopo il 15 dicembre 2006, quando il testimone era in condizioni di vulnerabilità, non potevano essere considerate attendibili. «Le dichiarazioni sono da considerarsi non idonee in quanto esito di centinaia di domande suggestive», ha spiegato il legale Fabio Schembri.

Le nuove prove e la dinamica della strage

La difesa ha presentato nuove prove che, a loro avviso, potrebbero portare alla riapertura del processo e al proscioglimento dei coniugi. Tra le prove, c’è l’analisi della dinamica della strage, che la difesa ritiene incompatibile con la presenza di Olindo e Rosa sulla scena del crimine. «Le cosiddette nuove prove sono incompatibili per quanto riguarda la dinamica con la presenza di Olindo Romano e Rosa Bazzi», ha detto il legale. Tra le prove, c’è anche la contestata presenza di una sola macchia di sangue, una traccia di Valeria Cherubini, trovata sul battitacco dell’auto dell’ex netturbino visionata a poche ore dalla strage.

La difesa ha anche sottolineato la mancanza di circa il 60% delle audio registrazioni, che potrebbero aver influenzato le dichiarazioni di Frigerio. «Le dichiarazioni dopo il 15 dicembre sono da considerarsi non idonee in quanto esito di centinaia di domande suggestive», ha aggiunto Schembri. La difesa sostiene che queste prove potrebbero smontare la verità giudiziaria che ha retto per più di 17 anni.

La partecipazione del pubblico e le reazioni

La seconda udienza ha visto la partecipazione di decine di persone, tra cui giovani e familiari delle vittime. Azouz Marzouk, padre di una delle vittime, ha espresso la sua convinzione che «tantissime cose non tornano». «Conduco questa battaglia per tutti, non posso dire se ho avuto nemici, ho vissuto in pace con tutti», ha detto. L’avvocato Massimo Campa, che tutela gli interessi dei fratelli Castagna, ha sottolineato che «la verità è già scritta e speriamo che presto sia confermata».

La difesa ha anche sottolineato che la richiesta di revisione del processo è un impegno serio, che mira a dimostrare il più grande errore giudiziario della storia. «Dimostrare il più grande errore giudiziario della storia» è l’impegno che i legali di Olindo e Rosa si sono assunti, con l’obiettivo di ribaltare un verdetto che ha retto per ben tre gradi di giudizio.