Cala dei Sardi, il futuro Net-Zero dei marina italiani tra biodiversità e tecnologie sostenibili
In Sardegna, il marina Cala dei Sardi presenta un modello sostenibile per la nautica, con focus su biodiversità, carburanti alternativi e economia circolare.
Il marina di Cala dei Sardi, in Sardegna, ha ospitato un incontro dedicato alla transizione verso un modello sostenibile per la nautica, con un focus su biodiversità, tecnologie verdi e infrastrutture intelligenti. L’evento, parte dei Blue Marina Awards 2026, ha visto la partecipazione di rappresentanti delle istituzioni, della ricerca, dell’università, della cantieristica, delle aree marine protette e dello sport velico. L’obiettivo è stato mettere in discussione e condividere soluzioni per rendere la portualità turistica più sostenibile, integrando innovazione, tutela ambientale e economia circolare.
La sostenibilità come misurabile
Un tema centrale dell’incontro è stato la misurazione della sostenibilità degli eventi della Blue Economy, con l’introduzione del BESI – BMA Event Sustainability Index. L’indice, sviluppato dai Blue Marina Awards, valuta diversi parametri legati all’organizzazione dell’evento, all’impronta ambientale e alla qualità della mobilità dei partecipanti. L’appuntamento di Cala dei Sardi è stato sottoposto a questa valutazione, ottenendo un risultato complessivamente positivo. L’obiettivo è spostare il tema della sostenibilità dal terreno delle dichiarazioni a quello della misurazione, permettendo di confrontare eventi differenti e verificare l’efficacia delle soluzioni adottate.
La sostenibilità non è più solo una dichiarazione, ma un dato verificabile.
Da biodiversità a nuovi carburanti
La giornata è stata articolata in quattro momenti, con un focus su biodiversità, nuovi carburanti e infrastrutture portuali. Tra i temi trattati, la gestione delle aree marine protette e l’uso di biometanolo ed e-fuels per la decarbonizzazione del settore nautico. L’evento ha visto il confronto tra istituzioni, aziende e ricercatori, con l’obiettivo di collegare ricerca, produzione e applicazione industriale. Per la nautica, la decarbonizzazione non riguarda soltanto la propulsione, ma l’intera filiera energetica e infrastrutturale che sostiene le attività in mare e nei porti.
Un altro passaggio ha riguardato le infrastrutture e le reti della portualità turistica. ASSONAT-Confcommercio, ASSOMARINAS, Assonautica Centro Nord Sardegna e Rete Porti Sardegn a hanno condiviso il confronto con aziende attive nei settori dell’energia, della digitalizzazione, degli ormeggi, delle infrastrutture galleggianti e dei servizi tecnologici. L’obiettivo non è soltanto individuare le singole soluzioni già disponibili, ma capire come renderle replicabili. È questo uno dei passaggi più complessi della transizione dei marina: trasformare esperienze e investimenti isolati in modelli applicabili a una rete più ampia di approdi turistici.
La sostenibilità richiede una rete condivisa, non soltanto singole soluzioni.
Nel marina, tra la vegetazione, sono state esposte sculture raffiguranti delfini, balene, squali, polpi e cavallucci marini. A comporle sono materiali provenienti da filiere industriali e tecnologiche: cavi elettrici, vecchi schermi, plastiche, giocattoli, catarifrangenti e componenti elettronici. La mostra “SCART – Il lato bello e utile del rifiuto”, promossa dal Gruppo Hera, ha dato una dimensione concreta all’economia circolare, mostrando come il recupero dei materiali possa diventare anche uno strumento di comunicazione ambientale. L’ultimo panel, dedicato allo “Sport a zero impatto”, ha riportato il tema ambientale nel mondo della vela. Il contributo della Federazione Italiana Vela e dello Yacht Club Cala dei Sardi ha evidenziato il ruolo dello sport come strumento di educazione e di avvicinamento delle nuove generazioni alla conoscenza dell’ambiente marino. «La vela è una scuola naturale di sostenibilità: educa al rispetto del mare, crea comunità e permette di coinvolgere concretamente le nuove generazioni», ha osservato Corrado Fara, presidente della III Zona della Federazione Italiana Vela.
Per Cala dei Sardi, il percorso si inserisce in una visione più ampia del marina come spazio nel quale nautica, sport, territorio e tutela ambientale possano convivere. «Cala dei Sardi vuole essere un luogo in cui nautica, sport, territorio e tutela ambientale diventano parte di un’unica visione», ha dichiarato Gianfranco Bacchi, direttore generale di NSS Group e presidente dello Yacht Club Cala dei Sardi. La tappa gallurese conferma così una delle direzioni più interessanti per il futuro della portualità turistica: non limitarsi a ridurre l’impatto delle singole strutture, ma costruire sistemi nei quali energia, mobilità, gestione delle risorse, biodiversità e servizi siano valutati secondo parametri verificabili.
