Alga sarda per la dieta degli astronauti, un passo verso la colonizzazione di Marte
Scienziati sardi sviluppano un sistema per coltivare spirulina su Marte, promettendo un futuro autonomo per le missioni spaziali.

Un’alga sarda per la dieta degli astronauti
La ricerca svolta dall’Università di Cagliari e da partner locali ha portato a un importante passo avanti per la nutrizione degli astronauti in missione su Marte. L’alga Spirulina, originaria della Sardegna, è stata studiata per la sua capacità di crescere in condizioni estreme, simule di ambiente marziano e con nutrienti ricavati da materiali disponibili nello spazio. Questo lavoro ha ricevuto un riconoscimento internazionale e ha portato al deposito di un brevetto che potrebbe rivoluzionare le future missioni umane sul Pianeta Rosso. La Spirulina è un’alternativa promettente per la dieta degli astronauti, grazie alla sua ricchezza di proteine, minerali e nutrienti essenziali. La sua coltivazione in ambienti controllati potrebbe ridurre la dipendenza dal trasporto di cibo da Terra, un problema cruciale per missioni lunghe e remote.
La ricerca sarda e il brevetto internazionale
L’innovazione si basa su un processo che permette di simulare le condizioni di gravità ridotta e atmosfera marziana sulla Terra. Un clinostato modificato è stato utilizzato per riprodurre l’ambiente del Pianeta Rosso, permettendo agli scienziati di testare la crescita della Spirulina in condizioni estreme. Il brevetto, depositato nel 2021, è stato concesso in Giappone e Russia e si trova ora in fase di valutazione per l’espansione in Europa, Stati Uniti, Cina e India.
La collaborazione tra università e aziende locali ha reso possibile questa scoperta. L’Università di Cagliari, insieme all’Università di Sassari, al CRS4 e al Distretto Aerospaziale della Sardegna, ha sviluppato un sistema che combina la simulazione dell’atmosfera marziana con un mezzo sperimentale ricavato da un simulante di suolo e da una soluzione simile all’urina degli astronauti.
La Spirulina e il futuro delle missioni spaziali
La Spirulina è un’alternativa alimentare di grande interesse per le missioni spaziali, grazie alla sua capacità di crescere rapidamente e produrre una biomassa ricca di nutrienti. La NASA ha già studiato questa microalga per anni, considerandola una fonte di cibo per equipaggi di lunga durata. L’esperimento giapponese “Space Surface Spirulina” ha portato la Spirulina sulla Stazione Spaziale Internazionale, dimostrando la sua versatilità. La coltivazione su Marte potrebbe ridurre i costi e i rischi delle missioni. Trasportare cibo e materiali da Terra è impraticabile, costoso e potrebbe rendere le missioni inutilizzabili in caso di ritardi. La ricerca sarda mira a produrre sul posto una parte delle risorse necessarie, riciclando gli scarti e sfruttando le risorse disponibili nell’ambiente marziano.
La Sardegna, un hub per la ricerca spaziale
La Sardegna ha dimostrato di possedere non solo competenze scientifiche, ma anche esperienze produttive e tecnologiche. Due impianti di produzione di Spirulina, a Milis e Arborea, hanno permesso di creare un collegamento tra industria e ricerca. Il ceppo utilizzato negli esperimenti proveniva proprio dall’impianto di Arborea, evidenziando l’importanza della collaborazione locale. La ricerca sarda ha aperto nuove prospettive per la colonizzazione di Marte. L’obiettivo è produrre sul posto una parte delle risorse necessarie agli astronauti, recuperando ciò che è già disponibile nell’ambiente marziano e riciclando gli scarti dell’equipaggio. La coltivazione avverrà in fotobioreattori protetti, riscaldati e pressurizzati, non direttamente sulla superficie del pianeta.
