Iran valuta attacchi a basi USA in Europa, NATO conferma prontezza di difesa
Iran minaccia di colpire basi militari Usa in Europa, Nato conferma capacità di difesa

L’Iran ha espresso la sua disponibilità a colpire obiettivi militari statunitensi in Europa in caso di escalation, come riferito dal Financial Times. La tensione si intensifica nel contesto di un conflitto che ha visto il cessate il fuoco previsto dal memorandum di giugno naufragare in poco tempo. Mentre Donald Trump riflette sulla strategia per uscire dall’impasse senza compromettere le elezioni di midterm, Teheran alza il tiro, minacciando non solo gli alleati americani nel Golfo Persico, ma anche in Europa. La NATO ha confermato di essere pronta ad affrontare qualsiasi minaccia e a difendere gli alleati.
Minacce iraniane e risposte di sicurezza
Secondo fonti britanniche, l’Iran ha valutato la possibilità di colpire obiettivi militari statunitensi in Paesi come la Bulgaria e Cipro. La Bulgaria, che ha autorizzato l’uso della base aerea di Bezmer per il rifornimento di aerei militari americani, e Cipro, che ospita una base britannica già colpita da un drone a marzo, sono tra i possibili bersagli. Il capo di stato maggiore delle forze iraniane, Ali Abdollahi, ha avvertito i Paesi del Golfo di non fornire assistenza alle forze militari USA, considerandola una partecipazione alle operazioni. Intanto, Sofia ha rafforzato le misure di sicurezza attorno a Bezmer, come annunciato dal ministro dell’Interno Ivan Demerdzhiev.
La NATO ha assicurato che la sua capacità di deterrenza e difesa è solida ed efficace, come dimostrato all’inizio di quest’anno quando le difese aeree hanno intercettato con successo quattro missili balistici diretti in Turchia dall’Iran. La NATO è pronta ad affrontare qualsiasi minaccia e a difendere gli alleati. Inoltre, il generale ha sottolineato che la presenza di numerosi velivoli militari, soprattutto aerei per il rifornimento in volo, nelle basi della regione potrebbe indicare una conoscenza da parte dei Paesi ospitanti.
Escalation e reazioni internazionali
La situazione si complica ulteriormente con l’escalation registrata martedì, quando gli Emirati Arabi Uniti hanno denunciato un lancio di due missili balistici verso il loro territorio, finiti in mare. La circostanza è stata smentita dal ministero degli Esteri iraniano, ma ha portato a una sospensione degli scambi commerciali e delle transazioni finanziarie con la Repubblica Islamica da parte di Dubai. La tensione si fa sempre più alta, con rischi di un conflitto più ampio.
La NATO ha reagito immediatamente, confermando la sua prontezza ad affrontare qualsiasi minaccia e a difendere gli alleati. La situazione rimane in una fase di stallo, con il conflitto scoppiato il 28 febbraio e il memorandum di intesa tra USA e Iran formalmente scaduto. La strategia di Washington, in particolare quella di Donald Trump, continua a essere oggetto di riflessione, con l’obiettivo di uscire dall’impasse senza compromettere le elezioni di midterm.
Nel mirino dell’Iran ci sarebbero anche cavi sottomarini in fibra ottica nello Stretto di Hormuz, mentre il regime continua a mettere in guardia anche i Paesi del Golfo a non dare assistenza alle forze militari USA. “Vogliamo avvertirvi: qualunque assistenza o agevolazione fornita all’esercito aggressore americano equivale a una partecipazione alle operazioni militari”, ha dichiarato il capo di stato maggiore delle forze iraniane, Ali Abdollahi, in un comunicato. La NATO ha precisato di lavorare in stretto coordinamento con il ministero della Difesa per garantire la sicurezza. La situazione si presenta complessa e potrebbe evolversi in modo imprevedibile, con conseguenze non solo per il Golfo Persico, ma anche per l’Europa.
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