Turismo e sviluppo, Rio: «La sfida non è il numero di visitatori, ma la capacità di creare valore per i territori»

Raffaele Rio, esperto di turismo, sottolinea l’importanza di creare valore per i territori e non solo aumentare il numero di visitatori.

Raffaele Rio, autore del libro Il turismo non è destino e recentemente entrato a far parte della rete internazionale ENCOAST, ha sottolineato che la sfida del turismo non sta nel numero di visitatori, ma nella capacità di creare valore per i territori. «Più turismo non significa automaticamente più sviluppo», ha affermato, ricordando che la bellezza non produce sviluppo da sola. Servono programmazione, investimenti, servizi, conoscenza e capacità di governo. La sua riflessione si inserisce in un contesto di trasformazioni del settore, tra sostenibilità, clima, competitività e qualità della vita.

sostenibilità e governo delle destinazioni

Rio ha sottolineato che la ricerca ha senso quando produce conoscenza utile anche per i decisori europei e internazionali. La rete ENCOAST mette insieme cambiamenti climatici, vulnerabilità ambientali, economie locali, turismo, patrimonio culturale e comunità. «Vale anche per la Calabria: essere dentro una rete del genere significa confrontare le nostre specificità con esperienze maturate altrove, capire prima i fenomeni e provare a governarli meglio», ha aggiunto. La Calabria, con quasi 800 chilometri di costa, è un esempio di territorio ricco di risorse, ma che deve ancora trasformarle in un sistema turistico competitivo a livello internazionale.

La promozione resta fondamentale, perché costruisce visibilità, reputazione e capacità di attrazione, ma deve dialogare con accessibilità, servizi, qualità dell’offerta e gestione dei flussi.

«Possedere risorse straordinarie non significa automaticamente disporre di un prodotto turistico competitivo», ha sottolineato Rio. «Tra il patrimonio e la sua piena valorizzazione c’è una distanza che si colma con accessibilità, infrastrutture, servizi, competenze, qualità dell’accoglienza e capacità di coordinamento tra pubblico e privato». In Calabria, alcuni segnali indicano che questo percorso di apertura internazionale è già in atto. Il tasso di internazionalizzazione del sistema turistico è infatti passato dal 14,8% del 2022 al 23,2% del 2025, evidenziando una crescita progressiva della componente straniera della domanda. «Un ruolo rilevante è svolto anche dal rafforzamento della connettività aerea, che rappresenta un importante facilitatore dell’attrattività turistica e della raggiungibilità della destinazione», ha aggiunto.

il turismo del valore e la sua evoluzione

Oggi il turista cerca sempre più esperienze, autenticità, qualità e sostenibilità. «La Calabria è pronta a passare dal turismo delle presenze al turismo del valore», ha affermato Rio. «Il salto di qualità sta nel cambiare ciò che misuriamo. Nel libro sottolineo che non basta sapere quanti turisti arrivano: bisogna capire quanto restano, dove spendono e quanto quella spesa riesce a mettere in moto l’economia locale». Turismo lento, cammini, cicloturismo, agriturismo e turismo culturale possono favorire soggiorni più lunghi e una distribuzione più diffusa dei benefici.

Il turismo costiero europeo genera 263 miliardi di euro di valore aggiunto e quasi 4,9 milioni di posti di lavoro: è quindi una risorsa enorme, ma proprio per questo va governata.

Ci sono poi due segnali molto concreti. Il Rapporto sul Turismo Enogastronomico Italiano 2025, curato da Roberta Garibaldi, evidenzia che l’81% dei turisti stranieri intervistati manifesta interesse per un viaggio in Italia legato alle esperienze eno-gastronomiche, e tra le regioni che emergono c’è proprio la Calabria. Allo stesso tempo, il Long-Haul Travel Barometer dell’European Travel Commission nel 2025 ha rilevato che il 25% dei viaggiatori a lungo raggio sarebbe disposto a scegliere aree meno conosciute all’interno della stessa destinazione. Per la Calabria significa avere margini concreti per valorizzare meglio enogastronomia, borghi, aree interne, cultura e natura, distribuendo i flussi in modo più equilibrato nello spazio e nel tempo. È questo il passaggio dal turismo dei numeri al turismo del valore: non soltanto più presenze, ma più ricadute economiche e sociali per il territorio.