Gionata Pollini racconta: “Ho visto pestare Nicola Musiani e il branco voleva uccidere anche me”

Gionata Pollini, testimone dell’omicidio di Nicola Musiani, racconta l’aggressione e la minaccia di morte.

Testimone racconta aggressione e minaccia di morte in piazzale
Testimone racconta aggressione e minaccia di morte in piazzale

Il 19 luglio 2026, nel piazzale di viale Tritone a Pinarella di Cervia, Gionata Pollini, un cameriere di 50 anni, ha vissuto un episodio drammatico che ha messo in pericolo la sua vita. Il testimone, presente con il suo camper, ha raccontato di aver visto un gruppo di giovani pestare Nicola Musiani, un uomo che aveva subito un violento attacco poco prima. Il branco, secondo le dichiarazioni di Pollini, aveva intenzione di uccidere anche lui, minacciandolo con frasi come “O esci o entriamo noi”. L’episodio, che ha visto l’intervento dei carabinieri e del 118, ha lasciato un segno profondo nella comunità locale.

La notte in cui la violenza ha colpito

La notte del 19 luglio, Pollini era tornato dal lavoro intorno all’1.40, quando ha notato un’atmosfera insolita nel piazzale. Nicola Musiani, conosciuto come un uomo tranquillo e sempre presente, aveva raccontato a Pollini di essere stato aggredito da alcuni soggetti poco prima. Il cameriere, preoccupato, ha suggerito a Musiani di chiamare i soccorsi. Dopo aver fatto una doccia e guardato la tv, Pollini ha sentito un aumento del rumore fuori dal camper e si è spostato per verificare. Ha visto un gruppo di cinque o sei giovani che lo circondavano e che avevano già iniziato a colpire Musiani con bottiglie, sassi e un palo divelto.

Il testimone ha raccontato di aver sentito le minacce del gruppo: “O esci o entriamo noi”. Ha risposto con fermezza, rifiutando di uscire. Tuttavia, i giovani hanno continuato a avvicinarsi, armeggiando con la bicicletta di Pollini, legata alla scaletta del camper. Dopo un breve scambio di parole, il testimone è stato aggredito con un tubo, con l’intento di colpirlo. Ha chiamato il 112 e, appena l’operatore ha risposto, i giovani si sono dileguati.

Un episodio che ha scosso la comunità

Pollini ha espresso un forte senso di sicurezza compromesso, affermando di dormire con un occhio chiuso e l’altro aperto. Ha espresso il desiderio di trovare un alloggio più sicuro, a causa del clima di tensione e di violenza che ha colpito la zona. Il rapporto tra lui e Musiani era cordiale: erano buoni vicini, si chiacchieravano spesso, e Musiani non aveva mai fatto del male a nessuno.

La situazione, però, non si è conclusa con l’arrivo dei soccorsi. Pollini ha raccontato di aver visto i lampeggianti dei carabinieri e l’arrivo dell’elicottero, segno dell’intervento delle forze dell’ordine. La comunità di Pinarella di Cervia è rimasta scossa dall’episodio, che ha messo in luce la presenza di gruppi giovanili in aumento e la gravità della violenza. L’omicidio di Musiani, avvenuto poco prima, ha già suscitato dibattiti e accuse, mentre l’aggressione a Pollini ha ulteriormente alimentato la tensione.

La minaccia di morte ha spaventato il testimone

La comunità attende risposte concrete