Quattro leoni bianchi trovano una seconda possibilità in un santuario dedicato
Quattro leoni bianchi trovano una seconda possibilità grazie a un santuario che garantisce loro cure e tranquillità.

Quattro leoni bianchi, Themba, Timba, Shikira e Cleo, hanno trovato una seconda possibilità dopo la chiusura dello zoo Kamo Wildlife Sanctuary in Nuova Zelanda. L’evento ha segnato un cambio di rotta per i felini, che ora vivono in un santuario dedicato alla loro tutela, evitando un trasferimento delicato o l’eutanasia. La soluzione è nata grazie a un progetto che ha coinvolto l’International Fund for Animal Welfare (IFAW), l’organizzazione neozelandese Helping You Help Animals (HUHA) e donatori privati. I leoni, ormai anziani, possono ora trascorrere la loro vecchiaia in un ambiente che conoscono, con cure veterinarie specialistiche e un’alimentazione di qualità.
Un villaggio per la pensione per animali selvatici
Il luogo in cui vivono è stato ribattezzato Roar Retirement Village, una sorta di “villaggio per la pensione” pensato proprio per accompagnare questi animali nell’ultima fase della loro vita. Il progetto è gestito dal Lionhearts Project Trust, un’organizzazione che si occupa della tutela e del benessere degli animali in cattività. La scelta di non trasferire i leoni ha permesso di evitare ulteriori traumi, garantendo loro una quotidianità tranquilla e rispettosa. Uno degli animali, Timba, ha dovuto affrontare la rimozione di un tumore aggressivo sviluppatosi sotto un occhio.
Le condizioni di salute dei felini hanno richiesto particolare attenzione. Sono stati inoltre necessari esami diagnostici per valutare alcuni problemi alla colonna vertebrale legati all’età e stabilire le terapie più adatte. I leoni vivono oggi nel santuario insieme a un altro grande felino. L’obiettivo è evitare loro ulteriori traumi e garantire una quotidianità il più possibile tranquilla. La loro storia ricorda quanto sia importante mettere il benessere degli animali al centro delle decisioni che riguardano la gestione della fauna selvatica in cattività.
La genetica e il rischio di malformazioni
I leoni bianchi non costituiscono una specie distinta, ma la loro particolare colorazione è dovuta a una caratteristica genetica conosciuta come leucismo. Questa condizione, pur rara, ha reso i leoni particolarmente richiesti in strutture che puntano ad attirare visitatori. Tuttavia, per ottenere cuccioli con questa caratteristica, negli allevamenti in cattività può essere praticata una forte consanguineità, che può portare a conseguenze serie sul benessere degli animali, come problemi genetici, malformazioni e altre patologie. La salvezza dei quattro leoni rappresenta quindi molto più della riconversione di una vecchia struttura. La loro storia apre una riflessione sulle strutture che utilizzano animali selvatici come attrazione e sulle conseguenze che possono verificarsi quando queste attività chiudono. Per Themba, Timba, Shikira e Cleo non è possibile cambiare il passato né restituire una vita in natura dopo tanti anni trascorsi sotto la gestione dell’uomo. È però possibile garantire loro qualcosa di fondamentale: cure adeguate, rispetto e una vecchiaia il più possibile tranquilla.
Il Kamo Wildlife Sanctuary, struttura privata situata nel sobborgo di Kamo, nella città di Whangārei, era diventato conosciuto nel Paese anche per essere stato utilizzato come location della serie televisiva The Lion Man. La chiusura della struttura, dovuta a gravi difficoltà finanziarie, aveva portato all’elaborazione di piani per l’eutanasia di alcuni degli animali presenti. La soluzione individuata ha permesso ai leoni di evitare un trasferimento particolarmente delicato, considerando anche la loro età e le condizioni di salute.
