Veronica Panarello condannata a 30 anni per omicidio: confermata la sentenza della Cassazione

Confermata la condanna a 30 anni per Veronica Panarello, madre dell’ucciso Lorys Stival. La Cassazione ha respinto il ricorso.

La Cassazione ha confermato la condanna a 30 anni di reclusione per Veronica Panarello, la madre del piccolo Lorys Stival, ucciso nel 2014. La sentenza definitiva, emessa dopo un lungo iter giudiziario, chiude un caso che ha scosso l’opinione pubblica italiana. La donna, originaria di Santa Croce Camerina, è stata condannata per omicidio e occultamento di cadavere. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso presentato dal suo avvocato, Francesco Villardita, e ha dichiarato inammissibile la richiesta di revisione del caso.

La sentenza definitiva e le reazioni

La decisione della Corte, presieduta da Adriano Iasillo, ha sancito la conclusione di un processo che ha visto la donna detenuta a Torino. La sentenza, emessa dopo diverse ore in camera di consiglio, ha confermato la condanna stabilita dalla Corte d’assise d’appello di Catania nel luglio 2018. Il sostituto pg di Cassazione, Roberta Maria Barberini, aveva sollecitato la conferma della sentenza di condanna. La famiglia del piccolo Lorys, morto per strangolamento, ha espresso sollievo per la decisione.

Finalmente è finita, ha dichiarato il padre di Lorys, Davide, che ha espresso un senso di liberazione da un peso. Per l’avvocato della Panarello, invece, le battaglie non finiscono mai: «Ora attendiamo di leggere le motivazioni della sentenza. In processi come questi le battaglie non finiscono mai, non abbiamo messo ancora la parola fine», ha spiegato Francesco Villardita. L’uomo ha anche sottolineato che potrebbero emergere nuovi elementi che porterebbero a un’eventuale riapertura del caso, con un ricorso per revisione.

Le accuse e le minacce

La Panarello, oltre alla condanna per omicidio, dovrà affrontare ulteriori accuse. Il 26 novembre dovrà presentarsi al Tribunale di Ragusa per rispondere dell’accusa di calunnia nei confronti dell’ex suocero Andrea Stival. Secondo la donna, l’uomo avrebbe ucciso il nipote perché, a suo dire, Lorys aveva intenzione di rivelare a suo padre che tra la mamma e il nonno c’era una relazione clandestina. L’uomo ha sempre negato con forza questa relazione. La Panarello, quando venne emessa la sentenza di secondo grado, non ha risparmiato le accuse contro il suocero: «Sei contento? Prega Dio che ti trovo morto, altrimenti ti ammazzo io con le mie mani», ha detto.

Per questo episodio, dovrà comparire il 24 gennaio prossimo al Tribunale monocratico di Catania, dove dovrà difendersi dalle minacce di morte avanzate al nonno del piccolo Lorys. La situazione giudiziaria della donna non si ferma qui: i guai legali non sono finiti. La sentenza della Cassazione, pur confermando la condanna, non ha concluso definitivamente il suo percorso giudiziario.

La donna dovrà presentarsi nuovamente davanti al Tribunale di Ragusa e di Catania. Per Veronica Panarello i guai giudiziari non sono finiti: a suo carico pendono due ulteriori accuse. Il 26 novembre dovrà presentarsi al Tribunale di Ragusa per rispondere dell’accusa di calunnia nei confronti dell’ex suocero Andrea Stival. La Panarello, infatti, ha accusato l’uomo di aver ucciso il nipote perché, a suo dire, Lorys aveva intenzione di rivelare a suo padre che tra la mamma e il nonno c’era una relazione clandestina. Relazione che l’uomo ha sempre negato con forza.

La Panarello, quando venne emessa la sentenza di secondo grado, non ha risparmiato le accuse contro il suocero: «Sei contento? Prega Dio che ti trovo morto, altrimenti ti ammazzo io con le mie mani», ha detto. Per questo episodio dovrà comparire il 24 gennaio prossimo al Tribunale monocratico di Catania, dove dovrà difendersi dalle minacce di morte avanzate al nonno del piccolo Lorys.

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  • Le accuse e le minacce del processo