US Marines adottano una nuova tattica per affrontare i droni: spararli a terra

I Marines statunitensi hanno adottato una nuova tattica per affrontare i droni: spararli a terra. Esercizi realistici con armi tradizionali.

Marines sparano droni durante un addestramento reale a Twentynine Palms, California
Marines sparano droni durante un addestramento reale a Twentynine Palms, California

Il 18 agosto 2026, i Marines statunitensi hanno annunciato una nuova tattica per affrontare i droni: spararli a terra. L’addestramento, condotto a Twentynine Palms, in California, ha visto i soldati utilizzare armi tradizionali come fucili, fucili a canna liscia e lanciagranate per neutralizzare minacce da droni. L’obiettivo dell’esercizio era aumentare la fiducia e la capacità dei Marines nel combattimento contro sistemi aerea non pilotati (sUAS), in un contesto in cui i droni sono diventati una minaccia sempre più frequente sul campo di battaglia.

Addestramento realistico con droni simulati

Il training ha visto i Marines affrontare droni simulati, costruiti con componenti di consumo e dotati di esplosivi o utilizzati per la ricognizione. I droni sono stati pilotati da operatori esperti, che hanno effettuato attacchi realistici, con velocità superiori a 90 miglia orarie e distanze di avvicinamento fino a 20 metri. I soldati hanno dovuto reagire con armi standard, senza l’ausilio di dispositivi di contromisure elettroniche. L’obiettivo era testare la capacità dei Marines di reagire in modo decisivo e tempestivo in situazioni di emergenza. La simulazione ha messo alla prova la reattività e la precisione dei Marines. I piloti dei droni erano altamente qualificati, e i test hanno dimostrato che i Marines sono in grado di affrontare minacce reali con armi tradizionali. L’esperienza ha rivelato che i droni, pur essendo una minaccia crescente, possono essere affrontati con mezzi tradizionali, sebbene la situazione sia sempre più complessa.

Armi tradizionali e tecnologie moderne

Le armi utilizzate durante l’esercizio comprendevano fucili automatici M27, fucili a canna liscia M1014 e lanciagranate M32A1 e M320. I Marines hanno sparato contro i droni simulati, con successo, dimostrando che le armi tradizionali possono essere efficaci nel combattimento contro minacce aerea non pilotate. L’addestramento ha incluso anche sessioni teoriche e pratiche per migliorare le capacità operative e la preparazione al campo di battaglia.

La formazione ha incluso esercizi di simulazione e sessioni teoriche. L’obiettivo era non solo testare la reattività, ma anche migliorare la preparazione dei Marines per affrontare le minacce emergenti nel contesto moderno. L’esperienza ha rivelato che i droni, pur essendo una minaccia crescente, possono essere affrontati con mezzi tradizionali, sebbene la situazione sia sempre più complessa. Il successo dell’esercizio ha portato a considerare l’introduzione di sessioni di addestramento su tattiche di contromisure aerea non pilotate (C-sUAS) nei futuri esercizi di livello servizio. L’obiettivo è migliorare la preparazione dei Marines per affrontare le minacce emergenti nel contesto moderno, dove i droni sono diventati una realtà sempre più presente sul campo di battaglia.

“I piloti che abbiamo utilizzato erano molto bravi”, ha dichiarato il capitano Faith Richardson, comandante di una plotone con il Tactical Training and Exercise Control Group. “I Marines hanno dato un contributo enorme. Abbiamo cercato di offrire una visione realistica della minaccia e avere piloti competenti è stato fondamentale.” L’esperienza ha rivelato che i droni, pur essendo una minaccia crescente, possono essere affrontati con mezzi tradizionali, sebbene la situazione sia sempre più complessa.