Il turismo nautico in Italia genera 5,7 miliardi di euro e impiega migliaia di persone
Il turismo nautico in Italia ha generato 5,7 miliardi di euro nel 2025, con un impatto significativo sull’occupazione e sull’economia locale.
Nel 2025, il turismo nautico in Italia ha generato un impatto economico diretto di 5,7 miliardi di euro, con un effetto moltiplicatore significativo sull’occupazione e sull’economia locale. L’analisi condotta da Deloitte per Confindustria Nautica ha evidenziato come il settore, pur rappresentando un’importante fonte di reddito, affronti sfide infrastrutturali e normative. La spesa operativa, pari a 3,6 miliardi di euro, comprende costi legati alla gestione e al mantenimento delle imbarcazioni, mentre i consumi a terra, per 2,1 miliardi, generano impatto diretto sulle comunità locali.
Un settore concentrato su grandi imbarcazioni
La concentrazione del valore economico è principalmente nella fascia delle grandi imbarcazioni, dove il 7% della flotta totale genera il 55% del valore complessivo. I superyacht, pur rappresentando solo il 3% della flotta, contribuiscono al 42% dell’impatto economico diretto. La Liguria si distingue come polo principale per la presenza di yacht, con la Riviera dei Fiori, Genova e il Golfo della Spezia in prima linea. Tuttavia, il sistema portuale italiano si confronta con una criticità strutturale: solo il 2% dei posti barca è attrezzato per unità superiori ai 24 metri.
La filiera richiede semplificazioni e certezze normative. Per intercettare e trattenere la domanda ad alta capacità di spesa, il sistema portuale sta mobilitando risorse, con circa 24 mila nuovi posti barca in cantiere e altri 50 mila previsti in progetti in corso. Per trasformare questi piani in infrastrutture operative, è necessaria una semplificazione delle procedure amministrative e una maggiore certezza normativa e fiscale. L’effetto moltiplicatore del turismo nautico è notevole: ogni lavoratore impiegato nella cantieristica sostiene altri 7 nelle attività collegate, generando un impatto economico totale di circa 5 euro per ogni euro prodotto.
Un motore di crescita sostenibile
La filiera del turismo nautico si estende a una rete capillare di piccole e medie imprese, artigiani specializzati, centri di manutenzione e servizi di accoglienza. Per consolidare e accrescere il valore del turismo nautico, l’Italia deve evolvere da semplice meta di transito estivo a vero e proprio home port permanente. Ciò richiede infrastrutture idonee, porti competitivi, servizi ad alta qualificazione e interventi di snellimento burocratico. L’integrazione tra la tradizione cantieristica italiana e un’offerta turistico-portuale di eccellenza rappresenta la chiave per trasformare il patrimonio costiero in un motore di crescita stabile e sostenibile.
Il turismo nautico è un settore strategico per l’economia italiana. Con un impatto economico diretto di 5,7 miliardi di euro nel 2025, il settore non solo genera lavoro, ma anche un effetto moltiplicatore che coinvolge diverse filiere. La sua crescita dipende da una gestione efficiente delle infrastrutture e da una regolamentazione chiara e prevedibile. L’Italia, con le sue coste e la sua tradizione nautica, ha un potenziale enorme da sviluppare, ma per farlo serve una strategia concreta e un impegno a lungo termine.
