Susan Sarandon attacca il governo USA: «infettato da mascolinità tossica»
Susan Sarandon critica il governo Usa per l’annuncio di trasmettere in streaming un’esecuzione capitale.
Il 13 ottobre 2026, durante la Festa del Cinema di Roma, l’attrice e attivista Susan Sarandon ha definito il governo degli Stati Uniti «infettato da mascolinità tossica», in riferimento a un annuncio del Segretario alla Difesa, Mark Hegseth, che avrebbe proposto di trasmettere in streaming un’esecuzione capitale. L’affermazione, fatta durante un evento a Roma, ha suscitato reazioni e dibattiti su temi di moralità, diritti umani e politiche punitive. Sarandon, presente alla sezione parallela Alice nella città, ha sottolineato come l’annuncio rappresenti «il perfetto esempio della mancanza di moralità» del governo americano.
Un annuncio che ha scatenato la critica
Secondo l’ANSA, Hegseth avrebbe proposto di trasmettere in streaming l’esecuzione di una condanna a morte, un provvedimento che ha suscitato indignazione tra attivisti e artisti. Susan Sarandon, premiata con un Oscar per il film Dead Man Walking, ha ritenuto che l’annuncio non solo violi i principi di umanità, ma anche la sua stessa esperienza personale con la pena di morte. «La vicenda sottolinea la depravazione di questa amministrazione», ha detto l’attrice, che ha anche ricordato di aver appena compiuto 80 anni, scherzando con i giornalisti.
Un film che ha toccato il cuore
Durante la masterclass del film The Accompanist, diretto da Zach Woods, Sarandon ha espresso emozione e riflessione. Il film, che vede la protagonista interpretata da lei, racconta la storia di una bambina affidata a una donna segnata dalla morte della figlia, una ballerina uccisa dall’anoressia. «Mi ha ricordato i miei sensi di colpa come madre», ha detto l’attrice, che ha anche sottolineato il legame tra la sua storia personale e quella del personaggio. Il film, disponibile a partire dal 1° dicembre su Sky e su piattaforme a pagamento, è un dramma sociale con elementi di realismo magico.
La stessa data del 1° dicembre segna anche l’arrivo del film in Italia, dove sarà visibile su diverse piattaforme. L’attrice ha anche raccontato di un episodio recente: durante una manifestazione per Gaza davanti alla sede dell’ONU, è stata arrestata circa due settimane prima dell’evento a Roma. Secondo l’ANSA, l’attivismo a favore dei palestinesi le ha costato l’isolamento a Hollywood. «I poliziotti erano così giovani che non sapevano neanche mettere le manette», ha raccontato Sarandon, che ha anche incontrato Elly Schlein, Giuseppe Conte e una delegazione della comunità palestinese in Italia.
La sua presenza a Roma ha anche visto l’attrice ricevere il Womenlands Excellence Award 2026, un riconoscimento dedicato alle giovani generazioni. Durante l’evento, ha espresso solidarietà per le vittime di Gaza, sottolineando che «non è importante quello che è successo a me, ma il fatto che migliaia di persone continuino a essere uccise». La sua voce, come sempre, è stata un mix di emozione e determinazione, in linea con la sua lunga carriera di attivista e artista.
