Monazite, una via per sfidare la dominanza cinese sui rare earths?

La monazite, un minerale radioattivo ricco di terre rare, potrebbe rappresentare una via alternativa per diversificare la supply chain, ma le sfide sono molte.

La monazite, un minerale radioattivo ricco di terre rare, sta emergendo come una possibile via per sfidare la dominanza cinese sui mercati delle terre rare. Mentre i paesi al di fuori della Cina cercano di diversificare le loro supply chain, l’attenzione si concentra su questa roccia, che potrebbe offrire un’alternativa significativa. Tuttavia, le sfide legate alla gestione del torio e alla regolamentazione sono notevoli.

Monazite: una risorsa chiave per le terre rare

La monazite è un minerale che contiene elevate quantità di terre rare, tra cui neodimio, praseodimio, disprosio e terbio, tutti essenziali per i magneti permanenti utilizzati in motori elettrici. Sebbene la monazite rappresenti solo una piccola percentuale del peso totale, essa contiene tra il 45 e il 70% di terre rare, rendendola una risorsa molto promettente. In Australia, Brasile, India e Madagascar, sono presenti depositi significativi di monazite, con particolare attenzione ai sabbie minerali pesanti, che sono più facili da estrarre rispetto alle rocce dure.

La monazite è la risorsa più ricca in termini di distribuzione di terre rare.

Energy Fuels: un’azienda al centro dell’attenzione

Energy Fuels, l’unica azienda negli Stati Uniti autorizzata a processare e gestire composti di uranio e materiali radioattivi, sta sfruttando questa opportunità. L’azienda ha sviluppato un processo di estrazione e sta producendo ossidi di neodimio e praseodimio, nonché quantità pilota di ossidi di disprosio e terbio, elementi rari che vengono principalmente estratti in Cina. Energy Fuels ha anche negoziato o ha già accordi per accedere a enormi riserve di monazite in Australia, Brasile e Madagascar, che saranno essenziali per i suoi progetti futuri. La società ha investito oltre 200 milioni di dollari per acquisire asset di monazite in Brasile e Madagascar e prevede di aumentare la produzione a livelli commerciali, con un costo stimato di 410 milioni di dollari. Inoltre, nel giugno 2025, il governo degli Stati Uniti ha annunciato un prestito condizionato di 725 milioni di dollari per supportare i progetti di Energy Fuels.

Energy Fuels è l’unica azienda negli Stati Uniti autorizzata a processare monazite.

La monazite estratta da sabbie minerali pesanti è considerata un “rifiuto” per altre aziende, come Chemours, che la vende a Energy Fuels. Questo modello di utilizzo del “rifiuto” potrebbe rappresentare una via per ridurre l’impatto ambientale e aumentare l’efficienza nella produzione di terre rare. Tuttavia, la gestione del torio, un elemento radioattivo presente nella monazite, rimane un problema cruciale. Secondo James Kennedy, presidente di ThREE consulting, il torio rappresenta il principale ostacolo per l’industria delle terre rare. L’estrazione e il processo di monazite potrebbero generare centinaia o migliaia di tonnellate di residui radioattivi, che non hanno mercati significativi a parte alcuni settori limitati. Questo crea un’onere legale e finanziario considerevole, che potrebbe superare il valore delle terre rare estratte.

La storia delle terre rare mostra che il passaggio da monazite a bastnaita fu determinato da diversi fattori, tra cui la scoperta di depositi di bastnaita in California e il trasferimento della produzione in Cina. Oggi, con l’interesse crescente per la monazite, si pone la domanda: cosa è necessario per diversificare ulteriormente la supply chain delle terre rare e garantire la sua sicurezza?