Il dialogo è essenziale per mantenere vivo il sogno della pace

L’arcivescovo Gallagher sottolinea il ruolo della diplomazia vaticana nella promozione della pace.

L’arcivescovo Paul Richard Gallagher, segretario per i Rapporti con gli Stati e le Organizzazioni internazionali della Santa Sede, ha sottolineato l’importanza del dialogo e della diplomazia vaticana nel mantenere vivo il sogno della pace. Intervenendo il 13 ottobre a una conferenza organizzata a Londra dal settimanale The Tablet, Gallagher ha riflettuto sul ruolo della Santa Sede nella promozione della pace, sottolineando la necessità di parlare con tutti, anche con chi è in conflitto con la Chiesa. Il dialogo, ha affermato, non significa approvare le posizioni di chi si oppone, ma è essenziale per costruire un futuro di pace.

La voce del Papa e la missione della Santa Sede

La Santa Sede, ha spiegato Gallagher, non possiede armi né eserciti, ma ha una voce unica: quella del Papa, che si leva in difesa dei poveri e degli indifesi. La Santa Sede non possiede armi né fanti, divisioni o battaglioni, ma ha la voce del Santo Padre, che si leva in difesa dei poveri, dei bisognosi e degli indifesi. Questa voce, ha aggiunto, deve essere ascoltata e rispettata da Stati, leader e popoli. La missione diplomatica della Santa Sede è sostenuta dalla speranza cristiana, che permette di non perdere la fiducia anche quando i risultati sembrano lontani.

Gallagher ha sottolineato la necessità della pazienza nel lavoro diplomatico, ricordando le parole del cardinale Agostino Casaroli: “Il martirio della pazienza”. I progressi diplomatici, ha osservato, sono spesso lenti e difficili da misurare, anche quando le conseguenze dei ritardi sono immediate. “In tante situazioni il tempo non si misura in ore, giorni o settimane, ma in vite umane e sofferenza”, ha aggiunto. La Santa Sede cerca di essere presente per sostenere la Chiesa locale e manifestare la sollecitudine del Papa per tutti i popoli, senza eccezioni.

La presenza diplomatica nei Paesi colpiti

La presenza diplomatica nei Paesi colpiti dai conflitti, come in Siria e in Iran, è un elemento chiave per la promozione della pace. Gallagher ha ricordato le sue recenti visite a Kyiv e Mosca, sottolineando che non basta mantenere vivo il sogno della pace: l’obiettivo deve essere fare in modo che la pace possa fiorire. La Santa Sede, ha spiegato, si impegna a favore del diritto internazionale e delle istituzioni multilaterali, mettendo in guardia contro l’erosione di un sistema fondato sul diritto.

Rendendo omaggio ai colleghi della Segreteria di Stato, Gallagher ha concluso: “Non si può mai sfuggire alla sensazione che si dovrebbe fare di più, ma sono fiducioso che abbiamo fatto la nostra piccola parte per mantenere vivo, nel nostro tempo, il sogno della pace”. Anche quando i tentativi di ottenere la liberazione dei civili o di proteggere i bambini non raggiungono il risultato sperato, la speranza cristiana sostiene la missione diplomatica della Santa Sede. Anche quando sembra che il sogno della pace venga mantenuto in vita soltanto grazie a un supporto vitale e alla terapia intensiva, non perdiamo la speranza.

La Santa Sede, con la sua voce e la sua missione, continua a cercare di costruire un mondo in cui la pace sia possibile, anche nei momenti più difficili. Il dialogo, la pazienza e la speranza sono i pilastri su cui si fonda questa missione. La diplomazia vaticana, pur limitata da risorse e da un sistema internazionale complesso, rimane un elemento di speranza e di dialogo nel mondo.