Siria: dopo 60 anni riaprono le scuole di Terra Santa a Al-Quniya e Yacoubieh

Dopo 60 anni di chiusura, le scuole di Terra Santa a Al-Quniya e Yacoubieh riaprono in Siria, simbolo di speranza per le comunità cristiane.

Dopo quasi sessant’anni di chiusura imposta dal regime baathista e dal Regime della famiglia Assad, le scuole di Terra Santa di Al-Quniya e Yacoubieh nel governatorato di Idlib sono tornate a operare. L’evento, avvenuto il 19 settembre 2026, rappresenta un segno concreto di rinascita per le comunità cristiane della valle dell’Oronte. L’inaugurazione, presieduta da mons. Hanna Jallouf e padre Francesco Ielpo, Custode di Terra Santa, ha visto la partecipazione di rappresentanti del governo di transizione, del clero e di istituzioni locali. Le scuole, che ospiteranno 80 alunni cristiani, segnano un passo avanti verso la normalità e la coesistenza in un Paese segnato da anni di guerra.

Un impegno per l’educazione e la convivenza

Per padre Ielpo, la riapertura delle scuole non è solo un ritorno a un’attività formale, ma un atto di ricostruzione sociale. “Ricostruire una scuola non significa semplicemente rimettere in piedi un edificio. Significa restituire ai bambini un luogo dove crescere, imparare e sognare”. L’obiettivo, come ha sottolineato mons. Jallouf, è formare “non soltanto studenti preparati, ma uomini e donne capaci di rispettarsi, di dialogare e di costruire insieme una società nella quale ci sia posto per tutti, al di là delle appartenenze religiose e culturali”. L’educazione, in questo contesto, è vista come una leva decisiva per il futuro della Siria.

Un simbolo di speranza e inclusione

“Voi siete la ragione per cui siamo qui oggi” – ha detto il Custode di Terra Santa, rivolgendosi agli studenti. L’invito a custodire il valore della formazione e a coltivare sogni e aspirazioni è stato rivolto direttamente ai giovani, che rappresentano la speranza per il Paese. La riapertura delle scuole, inoltre, è vista come un passo verso l’inclusione, con l’obiettivo di accogliere, nei prossimi anni scolastici, anche studenti di altre fedi. “Una scuola che riapre è un villaggio che torna a vivere” – ha concluso padre Ielpo, sottolineando l’importanza del ritorno alla vita normale per le comunità locali.

La presenza francescana in Siria, con la sua missione di custodia e cura delle persone, ha visto un ulteriore rafforzamento con l’apertura delle scuole. “Vogliamo continuare a esserci, non soltanto custodendo le pietre e gli edifici, ma soprattutto prendendoci cura delle persone, a cominciare dai più piccoli” – ha dichiarato il Custode. L’impegno per la formazione e la coesistenza è stato ribadito anche durante un incontro a Damasco, dove è stata presentata la missione della Segreteria generale delle istituzioni educative cattoliche in Siria.

La riapertura delle scuole è un simbolo di speranza per le comunità cristiane e un passo avanti verso una Siria inclusiva. La presenza francescana, con il suo impegno per l’educazione e la convivenza, rappresenta un’altra forma di sostegno per un Paese in cerca di pace e riconciliazione. La strada è lunga, ma il primo passo è stato fatto: la scuola è tornata a vivere, e con essa, la speranza di un futuro migliore per tutti i siriani.