Putin respinge il piano di Zelensky, a Mosca arriva il capo della CIA
Putin respinge il piano di Zelensky, a Mosca arriva il capo della Cia

Il Cremlino ha respinto al mittente il piano di pace avanzato da Volodymyr Zelensky, che prevedrebbe un ritiro delle truppe ucraine e russe dai territori contesi e la creazione di una zona economica franca controllata da una terza parte. Il portavoce del presidente Vladimir Putin, Dmitry Peskov, ha liquidato l’ipotesi, sottolineando che il Donbass è un territorio della Federazione Russa e non può essere gestito da un terzo Paese. Intanto, a Mosca è arrivato il direttore della CIA, John Ratcliffe, in una missione non annunciata ma resa nota grazie al volo militare da Andrews in Maryland, con scalo a Riga, che ha raggiunto la capitale russa. L’arrivo di Ratcliffe, la sua prima visita in Russia da capo della CIA, è stato segnalato da un automobilista bloccato nel traffico di Mosca, che ha pubblicato su Telegram un video di auto americane con targa diplomatica in movimento lungo il Viale Novy Arbat verso il Cremlino, con scorta della polizia russa.
Mediazioni internazionali e ruolo del Vaticano
Nello stesso giorno, il ministro degli Esteri vaticano, Paul Richard Gallagher, ha iniziato una missione a Mosca, che durerà fino al 28 agosto, incontrando il ministro degli Esteri russo, Serghei Lavrov. Gallagher ha espresso l’urgenza di mettere fine alle ostilità e di avviare negoziati, sottolineando che il conflitto “non può essere risolto con mezzi militari”. La Santa Sede ha offerto un “sostegno diplomatico” e “uno spazio per il dialogo”, con l’obiettivo di contribuire alla risoluzione di questioni umanitarie, come il ritorno dei bambini alle loro famiglie e lo scambio di prigionieri. Il cardinale Matteo Zuppi, presidente della Conferenza episcopale italiana, continuerà a lavorare su questi temi, avendo già visitato Mosca nel 2023 e 2024.
Sanzioni USA e colloqui con l’Iran
La visita di Ratcliffe a Mosca è coincisa con l’annuncio di pesantissime sanzioni statunitensi contro la Repubblica islamica, che mirano a strangolare l’Iran e punire anche i Paesi che intrattengono rapporti commerciali con essa. La Russia, tra i Paesi coinvolti, potrebbe essere un tema di colloquio durante la missione del direttore della CIA. Non è dato sapere di cosa abbia parlato Ratcliffe con i russi, ma la sua presenza a Mosca segna un ulteriore tentativo di mediazione internazionale nel conflitto ucraino, che rimane in fase di stallo.
Il portavoce del Cremlino ha anche risposto con decisione al presidente francese Emmanuel Macron, che aveva annunciato esercitazioni di una “Forza multinazionale per l’Ucraina” da parte della Coalizione dei Volenterosi. Peskov ha ribadito che lo schieramento di contingenti militari stranieri dei Paesi della NATO è inaccettabile per la Russia. Nonostante le iniziative diplomatiche, non ci sono segnali di passi concreti nei negoziati, e il conflitto sembra rimanere bloccato. La Santa Sede, attraverso Gallagher, ha cercato di offrire un ruolo di mediazione, ma il Cremlino ha mantenuto una posizione ferma, rifiutando qualsiasi soluzione che metta in discussione la sovranità russa.
La visita di Gallagher e la presenza di Ratcliffe a Mosca rappresentano due fronti diversi ma connessi nella ricerca di un sollievo al conflitto. Sebbene la Santa Sede abbia espresso un sostegno diplomatico, il Cremlino ha mantenuto una posizione chiara e intransigente, rifiutando qualsiasi ipotesi di gestione esterna dei territori russi. La situazione rimane complessa, con le sanzioni USA e le tensioni internazionali che potrebbero influenzare ulteriormente le relazioni tra i Paesi coinvolti.
La missione di Ratcliffe, non annunciata ma resa nota grazie al volo militare, ha segnato un ulteriore tentativo di mediazione da parte degli Stati Uniti. Tuttavia, il Cremlino ha mantenuto una posizione ferma, respingendo qualsiasi ipotesi di soluzione esterna al conflitto. La Santa Sede, attraverso Gallagher, ha cercato di offrire un ruolo di mediazione, ma il risultato resterà da valutare.
