Premio “Giulia Cecchettin”: tesi di laurea sull’arte e i media tra violenza di genere e sensibilizzazione
Premio “Giulia Cecchettin” premia tesi di laurea su violenza di genere e sensibilizzazione in Veneto.

La prima edizione del premio “Giulia Cecchettin”, assegnato a tesi di laurea e dottorato su violenza di genere, si è svolta a palazzo Ferro Fini a Venezia il 1 dicembre 2025. L’evento, organizzato dal Consiglio regionale del Veneto, ha visto la partecipazione di figure istituzionali come il Segretario Generale Roberto Valente, il Presidente dell’Assemblea legislativa Roberto Ciambetti e il Presidente del Corecom Veneto Marco Mazzoni Nicoletti. L’obiettivo del premio, istituito con l’articolo 12 della L.R. n. 30/2023, è onorare la memoria di Giulia Cecchettin e promuovere la cultura del rispetto e della non discriminazione, sostenendo la ricerca accademica e la sensibilizzazione sul fenomeno della violenza di genere.
Le tesi vincitrici: arte, media e sensibilizzazione
Le tre tesi vincitrici hanno affrontato il tema della violenza di genere da prospettive diverse, unendo approfondimenti accademici a strategie di sensibilizzazione. La prima posizione è andata a Sofia Baldin, con la tesi “Violenza contro le donne e forme di vittimizzazione. Un’indagine qualitativa a partire dalle esperienze dei familiari delle vittime di femminicidio”. La ricerca ha analizzato le conseguenze psicologiche e sociali del femminicidio, mettendo in luce il ruolo dei familiari come vittime secondarie e la necessità di servizi di supporto.
La tesi di Alice Giorato ha combinato l’arte e l’attivismo per denunciare la violenza di genere. Con il titolo “Femminicidio e arte. “Artivismo” femminista in Italia e in Messico”, Alice Giorato ha messo a confronto i casi di artivismo in Italia e in Messico, evidenziando come l’arte possa diventare un mezzo di espressione e sensibilizzazione. La motivazione ha apprezzato l’originalità e l’impatto del lavoro, che ha generato consapevolezza e riflessione nel pubblico.
Erika Zucchetti, con la tesi “L’impatto della copertura mediatica dei casi di femminicidio sull’opinione pubblica. Analisi critica e riflessioni sul caso di Giulia Cecchettin”, ha analizzato il ruolo dei media nel formare l’opinione pubblica sul fenomeno della violenza di genere. La ricerca ha dimostrato come i media non si limitino a informare, ma possano influenzare le coscienze e promuovere una cultura di rispetto e sensibilità.
Un premio che promuove la cultura del rispetto
Il Segretario Generale del Consiglio regionale, Roberto Valente, ha espresso emozione per l’esperienza di presidente della commissione esaminatrice. Ha sottolineato l’importanza di un premio che incoraggi i giovani a riflettere sul tema della violenza di genere e a contribuire alla sua lotta. Valente ha anche espresso l’auspicio che la seconda edizione del premio possa includere una giuria con un maggior numero di uomini, per offrire un punto di vista diverso.
La sensibilità anche tra i ragazzi ha dimostrato un interesse crescente per il tema. Ha inoltre sottolineato la partecipazione di tre ragazzi al concorso, a dimostrazione della sensibilità anche maschile verso il fenomeno della violenza di genere. La commissione, composta da dirigenti donne del Consiglio regionale, ha deciso di assegnare il primo premio a Sofia Baldin, il secondo a Antonio Di Pietro, Alice Giorato e Erika Zucchetti. Tutti i partecipanti hanno ricevuto un attestato di merito, con l’obiettivo di rendere disponibili i loro lavori sul sito ufficiale del Consiglio regionale del Veneto, per essere consultati e diventare spunti di dibattito e riflessione.
