Prato celebra Dario Fo con una mostra fotografica per il centenario della sua nascita

Prato organizza una mostra fotografica per ricordare Dario Fo nel centenario della sua nascita, con focus su satira, teatro e impegno civile.

Prato celebra il centenario della nascita di Dario Fo con una mostra fotografica che ripercorre la vita e l’opera dell’artista poliedrico, scomodo e impegnato. L’iniziativa, organizzata in occasione del 24 marzo 1926, si svolge presso la Biblioteca Lazzerini e propone una selezione di immagini, documenti e testimonianze che mettono in luce il rapporto tra satira, potere e impegno civile. La mostra, inaugurata il 9 ottobre 2026, è visitabile fino al 9 novembre, negli orari di apertura della biblioteca in via Puccetti 3, con ingresso gratuito.

Un teatro che parla al popolo

La mostra si concentra sul ruolo del teatro come strumento di denuncia e di comunicazione rivolto al grande pubblico. Dario Fo, attore, regista, scrittore e pittore, ha sempre visto nel teatro un mezzo per mettere in discussione le narrazioni dominanti e per dare voce a chi è emarginato. La sua opera, spesso satirica e spesso polemica, ha affrontato temi come la burocrazia, le istituzioni e le disuguaglianze sociali. L’esposizione mette in evidenza come il teatro di Fo sia stato in grado di unire comicità e critica, creando un linguaggio artistico unico e radicato nella realtà.

Un legame profondo con Prato

La scelta di Prato come sede della mostra non è casuale. L’artista ha avuto un’importante presenza sul territorio tra gli anni Sessanta e Duemila, dove ha portato avanti numerose esperienze di sperimentazione teatrale e di impegno civile. Tra i suoi spettacoli più significativi, “Non si paga!” e “Mamma! I sanculotti” hanno trovato spazio nei teatri locali, come il Metastasio e il Fabbricone. La mostra ripercorre questi momenti, mettendo in luce il rapporto tra Fo e la città, che ha visto l’artista interagire con il pubblico, le associazioni e i cittadini, confermando una concezione del teatro come luogo di confronto e partecipazione.

Un altro esempio di questa connessione è la commedia “La colpa è sempre del diavolo”, rappresentata nel 1966 e ambientata nella Lombardia medievale. La pièce, che racconta le avventure di una strega e di un nano, ha avuto una lunga tournée italiana e si è diffusa anche all’estero. La mostra presenta immagini e documenti che testimoniano l’impatto di questa e di altre opere di Fo, che hanno affrontato temi sociali e politici in modo diretto e provocatorio.

La mostra è parte del progetto “Corpo, linguaggio, politica. Per Dario Fo”, a cura di Antonia Liberto ed Elena Lenzi, e si svolge in sinergia con la Fondazione Dario Fo e Franca Rame, nata nel 2019 per promuovere e divulgare l’eredità dell’artista e della moglie, Franca Rame. L’iniziativa è promossa e realizzata dall’Università degli Studi di Firenze, attraverso il Dipartimento SAGAS e il corso di laurea ProGeAS, con sede al Polo di Prato, e la compagnia teatrale universitaria Binario di Scambio.

La mostra si inserisce nel contesto della rassegna cittadina “Un autunno da sfogliare”, che si svolge dal 1° ottobre al 4 gennaio 2027 e propone un ricco calendario di appuntamenti dedicati al mondo del libro, con incontri, laboratori, mostre e attività per bambini, famiglie e adulti. Tutti gli eventi sono consultabili sul sito del Comune di Prato. La mostra fotografica rappresenta un’occasione per riscoprire l’artista che ha trasformato il teatro in un mezzo di conoscenza, critica e trasformazione della realtà. Dario Fo, insignito del Premio Nobel per la Letteratura nel 1997, è ricordato per il suo impegno politico e per la sua capacità di mettere in discussione le narrazioni dominanti, un’eredità che continua a ispirare e a coinvolgere il pubblico di Prato.