Piano servizi alla persona approvato in Sardegna, 1,6 miliardi per politiche sociali e sociosanitarie

Sardegna approva piano servizi alla persona per 1,6 miliardi, obiettivo integrare sanità e sociali.

Il Consiglio regionale della Sardegna ha approvato il Piano regionale dei servizi alla persona 2026-2028, un documento che definisce gli obiettivi e le strategie per le politiche sociali e sociosanitarie del prossimo triennio, con un investimento complessivo di 1,6 miliardi di euro. L’obiettivo è superare la frammentazione degli interventi e garantire una risposta più coordinata ai bisogni dei cittadini. Il piano, illustrato in aula dalla presidente della Regione e assessora alla Sanità, Alessandra Todde, segna il ritorno a una programmazione organica del settore dopo quasi vent’anni.

Integrazione tra sanità e servizi sociali

Il provvedimento punta a rafforzare l’integrazione tra servizi sociali, sanitari e sociosanitari, semplificando l’accesso alle prestazioni e migliorando la risposta ai bisogni dei cittadini. Il piano, adottato dalla Giunta regionale il 10 giugno scorso, è il risultato di un percorso di concertazione avviato nel 2025, che ha coinvolto gli Ambiti Plus, le Aziende sociosanitarie, gli enti locali e le organizzazioni del terzo settore. Otto incontri territoriali e confronti tecnici hanno permesso di raccogliere le criticità del sistema e tradurle in obiettivi concreti.

Il piano prevede il rafforzamento degli interventi collegati al Reddito di inclusione sociale (Reis), il coordinamento delle misure di sostegno economico e lo sviluppo di percorsi di inclusione attiva. Attraverso il programma Includis, in collaborazione con Aspal, viene affrontato il tema dell’inserimento lavorativo delle persone con disabilità. Un elemento qualificante del piano riguarda il rafforzamento degli Ambiti Plus e del personale dei servizi sociali, attraverso interventi di consolidamento organizzativo, formazione e stabilizzazione delle figure professionali.

La presidente Todde ha annunciato che la Giunta contatterà già dalla prossima settimana la deliberazione relativa alla stabilizzazione degli assistenti sociali dei Plus, dando attuazione alle misure rese possibili dalla recente variazione di bilancio.

Monitoraggio e valutazione degli interventi

Il piano introduce un sistema di programmazione e verifica che, per ciascuna azione, individua soggetti responsabili, tempi di attuazione, indicatori di risultato e modalità di monitoraggio. Una struttura che consentirà di valutare progressivamente l’efficacia degli interventi e apportare eventuali correttivi. “Il Piano non deve rimanere uno strumento sulla carta: deve consentirci di misurare i risultati e di verificare che le risorse e gli interventi si traducano in servizi effettivamente accessibili per le persone”, ha spiegato Todde. Il piano affronta le trasformazioni demografiche e sociali dell’isola, caratterizzate dall’invecchiamento della popolazione, dalla crescita del numero di anziani soli, dalla denatalità, dallo spopolamento delle aree interne e dall’aumento delle situazioni di fragilità economica e sociale. Tra le priorità della programmazione figurano il contrasto alla povertà, il sostegno alla non autosufficienza, l’inclusione delle persone con disabilità, le politiche per gli anziani, il supporto alle famiglie e ai giovani, il diritto alla casa e il contrasto alla violenza di genere.

Le singole misure possono funzionare, ma se manca il collegamento tra i diversi soggetti il cittadino incontra ostacoli che rischiano di impedirgli di esercitare un diritto.

Sono previste azioni per migliorare la qualità dell’assistenza nelle strutture residenziali e sostenere le famiglie che affrontano i costi della non autosufficienza. Il piano dedica specifiche linee di intervento anche alle famiglie, ai minori e ai giovani, con misure per il sostegno alla genitorialità, il rafforzamento dei percorsi di affido e adozione, il contrasto al disagio giovanile e alla dispersione scolastica, il supporto ai servizi educativi e gli incentivi al diritto allo studio.