Passaporti avvolti in carta stagnola: la prevenzione contro il rischio RFID

Passaporti avvolti in carta stagnola per prevenire furti di dati. Precauzioni di viaggio e tecnologia RFID.

Un passaporto avvolto in carta stagnola viene consegnato al controllo, con un viaggiatore che lo mostra con prudenza
Un passaporto avvolto in carta stagnola viene consegnato al controllo, con un viaggiatore che lo mostra con prudenza

Un fenomeno di prevenzione in crescita

Negli ultimi mesi, molti viaggiatori hanno iniziato a avvolgere il passaporto in carta stagnola prima di partire per le vacanze. Il timore è sempre lo stesso: il chip RFID, presente nei documenti biometrici, potrebbe essere letto a distanza da qualcuno e usato per rubare dati personali. Il fenomeno è stato notato soprattutto tra cittadini olandesi, ma non riguarda solo i Paesi Bassi. In diversi aeroporti europei capita di vedere documenti infilati in fogli di alluminio, buste schermate o portafogli anti-RFID.

La tecnologia RFID e i suoi rischi

I passaporti biometrici, introdotti in Europa negli anni Duemila, contengono un chip RFID che comunica con i lettori attraverso onde radio. Il chip, inserito nella copertina, permette il riconoscimento automatico dei dati, come nome, cognome, data di nascita, fotografia digitale e, nei modelli più recenti, anche le impronte digitali. Il problema nasce dal fatto che, se il chip è accessibile, potrebbe essere letto da un dispositivo esterno, anche a distanza. La schermatura con la carta stagnola è una misura semplice ma efficace.
Avvolgere il passaporto nella stagnola impedisce all’antenna del chip di ricevere un segnale utile, bloccando così la comunicazione con un lettore non autorizzato. Il principio fisico è corretto, ma il rischio concreto resta basso, soprattutto con i documenti più recenti, che utilizzano sistemi di cifratura avanzati.

Le soluzioni alternative e il mercato anti-RFID

Gli esperti di sicurezza informatica hanno segnalato i possibili rischi dei chip contactless fin dagli anni Duemila, suggerendo soluzioni come l’uso di materiali schermanti. Da allora, è nato un mercato di custodie anti-RFID, portafogli schermati e porta-documenti con strati metallici. Questi accessori offrono una protezione senza attirare l’attenzione al gate e senza lasciare pezzetti d’alluminio nella tasca. Le custodie anti-RFID sono una soluzione più ordinata rispetto alla stagnola.
Tuttavia, per la maggior parte dei viaggiatori, il rischio concreto resta basso. Tenere il passaporto in una tasca interna o in un porta-documenti è già una misura sufficiente. Chi ha un documento molto vecchio o vuole ridurre al minimo il contatto radio può usare una custodia RFID, senza danneggiare il chip.

Un futuro sempre più digitale

Le autorità che gestiscono i documenti d’identità ricordano che i passaporti moderni utilizzano sistemi di cifratura avanzati, come il sistema PACE, che rende il dialogo tra passaporto e lettore molto più controllato. Per aprire una comunicazione cifrata, il lettore deve prima acquisire i dati della zona a lettura ottica, che include lettere, numeri e simboli. Senza questa informazione, un estraneo non può semplicemente “aspirare” i dati passando accanto al titolare.

Il futuro, intanto, va verso controlli sempre più digitali. Alle frontiere esterne dell’Unione europea, il nuovo sistema di ingressi e uscite punta su riconoscimento facciale e impronte digitali per i cittadini non UE, mentre Bruxelles lavora al portafoglio europeo di identità digitale. Il libretto fisico resterà ancora per anni nelle borse dei viaggiatori, ma la stagnola, per fortuna, può restare in cucina.