Papa Leo XIV annuncia intervento chirurgico per nodulo polmonare: la comunicazione al Angelus e i predecessori papi in sala operatoria

Papa Leo XIV annuncia intervento chirurgico per nodulo polmonare, precedenti papi e reazioni di vescovi e Mattarella

Il Papa Leo XIV ha annunciato al Angelus il 11 ottobre 2026 che durante recenti esami medici è stato rilevato un piccolo nodulo localizzato nei polmoni e che ha deciso di sottoporsi a un intervento chirurgico nei prossimi giorni. L’annuncio, fatto personalmente davanti al pubblico, ha suscitato reazioni da parte di vescovi, leader politici e fedeli in tutto il mondo. L’intervento, che si terrà al Gemelli di Roma, è parte di una tradizione papale che vanta precedenti simili da oltre un secolo.

Un intervento chirurgico annunciato al Angelus

Il Papa, 71 anni, ha spiegato durante la sua parola di chiusura al Angelus che i medici hanno rilevato un nodulo localizzato e che hanno consigliato di rimuoverlo. L’operazione è prevista nei primi giorni della settimana e la ripresa è stimata in circa una settimana. Il comunicato è stato reso pubblico dal Direttore dell’Ufficio di Prestito della Santa Sede, Matteo Bruni, che ha precisato che l’intervento non ha alcun legame con la decisione del Santo Padre. Il Papa ha scelto di comunicare direttamente al pubblico, seguendo un modello precedentemente utilizzato da Giovanni Paolo II nel 1992. Questa scelta ha suscitato un forte riscontro, con vescovi e leader che hanno espresso preghiere e sostegno.

Un precedente storico e una tradizione papale

Questo annuncio ricorda la scelta di Giovanni Paolo II nel 1992 e si inserisce in una lunga storia: da oltre un secolo, cinque papi sono documentati a aver subito almeno un intervento chirurgico durante il loro pontificato. Il primo fu Papa Leone XIII, che nel 1899 si sottopose a un intervento per rimuovere un ascesso. Successivamente, Papa Paolo VI nel 1967 fu operato per una condizione benigna alla prostata, mentre Giovanni Paolo II, noto per diverse operazioni, ha avuto un intervento di tracheotomia poco prima della sua morte.

Il Papa Leo XIV, con il suo annuncio al Angelus, ha seguito un modello precedentemente utilizzato da Giovanni Paolo II nel 1992, quando informò i fedeli del suo intervento chirurgico. Questa scelta di comunicare direttamente al pubblico ha suscitato un forte riscontro, con vescovi e leader che hanno espresso preghiere e sostegno. La comunicazione diretta al pubblico ha rafforzato il legame tra il Papa e i fedeli, suscitando un sostegno globale.

Reazioni da parte di vescovi e leader politici

Le reazioni sono state immediate e positive. Il cardinale Matteo Zuppi, presidente della Conferenza Episcopale Italiana, ha espresso solidarietà e gratitudine per la semplicità e la fiducia del Papa. Il cardinale Baldassare Reina, vicario generale del Papa a Roma, ha assicurato vicinanza e preghiere. In America, l’arcivescovo Paul S. Coakley di Oklahoma City, presidente della Conferenza Episcopale USA, ha chiesto preghiere per i chirurghi del Papa. Il presidente Sergio Mattarella ha espresso il sostegno del popolo italiano e delle persone in tutto il mondo.

La notizia ha anche suscitato reazioni in Uruguay, dove i vescovi hanno confermato che non ci saranno modifiche all’agenda del viaggio apostolico in America Latina. Il cardinale Daniel Sturla, arcivescovo di Montevideo, ha chiesto preghiere per un rapido recupero e ha incoraggiato i fedeli a prepararsi con entusiasmo all’incontro con il Papa. Con l’annuncio del Papa, si apre un nuovo capitolo nella storia papale, con un intervento chirurgico che potrebbe portare il Papa a diventare il sesto Papa a subirlo durante il suo pontificato. La sua decisione di comunicare direttamente al pubblico ha rafforzato il legame con i fedeli e ha suscitato un sostegno globale. La salute del Papa rimane un tema di grande interesse e preghiera per l’intera Chiesa.