Operatori sociosanitari in calo, ricerca all’estero per case di riposo

Operatori sociosanitari in calo, ricerca all’estero per case di riposo, problemi di sistemazione.

Case di riposo in crisi, operatori scarsi, ricerca personale all'estero, problemi di sistemazione
Case di riposo in crisi, operatori scarsi, ricerca personale all’estero, problemi di sistemazione

La crisi del personale in case di riposo

Nelle case di riposo della provincia di Treviso, il numero di operatori sociosanitari si è ridotto drasticamente, passando da 40 a soli 3 in graduatoria. Questo scenario, reso noto dal direttore di Enea, Giorgio Pavan, mette in evidenza una grave mancanza di personale, che rischia di aggravarsi nel prossimo futuro. L’istituto, ex Israa, è tra le Ipab più grandi del Veneto, ma non riesce a trovare nuovi professionisti per coprire le posizioni vacanti. La situazione è critica, tanto che Pavan afferma che si è «entrati nel precipizio», dopo un convegno organizzato l’anno scorso con il titolo «Sull’orlo del precipizio».

La ricerca all’estero come soluzione

Per rispondere alla mancanza di personale, Enea ha iniziato a cercare operatori in paesi come Santo Domingo e il Brasile. «Stiamo lavorando per farne arrivare da Santo Domingo e dal Brasile», spiega Pavan, sottolineando che «nella situazione attuale è fondamentale guardare all’estero». Tuttavia, il problema non si limita al reclutamento: mancano infatti le strutture abitative per ospitare i nuovi arrivati. «Non si può pensare di accogliere persone dall’altra parte del mondo senza offrire anche una sistemazione», precisa il direttore.

La mancanza di abitazioni per il personale straniero rappresenta un ulteriore ostacolo nella risoluzione della crisi.
Le famiglie che decidono di inserire un congiunto in una casa di riposo privata trovano costi elevati. In provincia di Treviso, le rette medie si aggirano intorno ai 94 euro al giorno per un posto in doppia, con picchi che raggiungono i 117 euro. Questo equivale a circa 3.560 euro al mese, un carico economico notevole per le famiglie. Per fortuna, chi riesce ad ottenere un’impegnativa ha rette più accessibili, che oscillano tra i 59 e i 67 euro al giorno. Tuttavia, i costi accessori, come lavanderia, parrucchiere e trasporti, possono ulteriormente incrementare il carico.

La situazione si fa sempre più complessa, con un aumento del numero di anziani e una mancanza di personale che rischia di mettere in pericolo la qualità dell’assistenza.
La crisi del personale si accompagna a un aumento del numero di anziani, con previsioni di un rapporto di 3 anziani per ogni giovane entro il 2035. Questo incremento di popolazione anziana pone ulteriori pressioni sul sistema. Per affrontare la situazione, Enea ha deciso di assumere 15 operatori ausiliari, che non interviene direttamente sugli anziani ma supportano i professionisti nell’organizzazione delle strutture. Questa misura, spiega Pavan, è volta a mantenere gli standard di qualità. Inoltre, è in corso una petizione per chiedere alla Regione una riduzione delle rette e una maggiore accessibilità alle case di riposo.

La mancanza di personale si accompagna a un calo del numero di operatori, con quasi il 90% degli infermieri in servizio nelle strutture di Enea che è straniero. L’Ipab ha già iniziato a reclutare professionisti dall’Argentina e sta valutando opzioni in altri paesi. Tuttavia, la situazione non si risolve solo con l’assunzione di nuovi operatori, ma anche con la gestione delle strutture abitative. Gli affitti alle stelle non aiutano, e Enea ha già degli appartamenti per il personale, ma non sono sufficienti a soddisfare le esigenze. La ricerca di soluzioni si fa sempre più complessa, con un aumento del numero di anziani e una mancanza di personale che rischia di mettere in pericolo la qualità dell’assistenza.