National Gallery security staff face segregation and poor conditions, curator claims

National Gallery security staff face segregation and poor conditions, curator claims

Security staff in National Gallery's basement area with poor facilities and segregation
Security staff in National Gallery’s basement area with poor facilities and segregation

La National Gallery di Londra è accusata di trattare i propri staff di sicurezza come “cittadini di seconda classe”, secondo un curatore che ha rivelato le condizioni di lavoro e la segregazione subita da personale esterno. I guardie, per lo più di origine etnica minoritaria, sono costretti a utilizzare un’area sotterranea soffocante e inadeguata, mentre i dipendenti interni, per lo più bianchi, hanno accesso a spazi più confortevoli e ben attrezzati. La situazione, descritta come simile a una serie televisiva che esplora le relazioni di classe in Inghilterra, ha suscitato preoccupazioni per la discriminazione e la gestione delle risorse.

Segregation e condizioni di lavoro inadeguate

Secondo un curatore che ha rivelato le informazioni, i guardie esterni non possono utilizzare il “hub” – un’area di riposo ben progettata e accessibile a tutti i dipendenti – e sono relegati a un’area sottostante, priva di luce naturale, ventilazione e servizi. L’area è descritta come “stifling” e “inadeguata”, con mobili rotti e problemi di roditori. I dipendenti interni, invece, godono di spazi luminosi e ben attrezzati, creando una divisione evidente tra i diversi livelli di personale. La segregazione non riguarda solo le condizioni di lavoro, ma anche la gestione della sicurezza. I guardie, spesso assegnati a più di quattro stanze contemporaneamente, sono considerati vulnerabili a distrazioni e incidenti. Eventi recenti, come l’attacco a opere d’arte da parte di attivisti, hanno reso evidente i rischi legati a una supervisione insufficiente. Inoltre, i guardie non possono prendere pause durante i fine settimana e i giorni festivi, quando il personale interno è ridotto.

Disparità e rischi per la sicurezza

La PCS, l’organizzazione sindacale che rappresenta i guardie, ha espresso preoccupazione per il trattamento ricevuto e ha affermato che la situazione potrebbe essere discriminante. La National Gallery ha risposto che le aree sono gestite per evitare l’overcrowding, ma i guardie sostengono che questa giustificazione non è sufficiente. L’istituzione ha anche riferito che ha consultato i dipendenti sulle preferenze alimentari e ha installato un distributore automatico, ma le condizioni generali rimangono critiche.

La National Gallery ha dichiarato di monitorare costantemente le sue strutture e di collaborare con esperti per gestire i problemi di infestazione. Tuttavia, i dipendenti esterni sostengono che non ricevono un trattamento equo. La situazione ha suscitato dibattito su come le risorse siano allocate e se esiste una discriminazione basata su etnia o status. La PCS ha chiesto una risposta alla sua lettera del 1 luglio, ma non è ancora arrivata. La questione rimane aperta, con i dipendenti che continuano a lamentare le condizioni inadeguate e la mancanza di equità.

La National Gallery ha anche affermato di non commentare le operazioni di sicurezza o le disposizioni del personale, a causa della necessità di mantenere la sicurezza. Tuttavia, le dichiarazioni dei dipendenti e delle organizzazioni sindacali indicano una situazione che richiede una revisione. La segregazione e le condizioni di lavoro inadeguate non solo mettono a rischio la sicurezza delle opere, ma anche la reputazione dell’istituzione e la sua capacità di garantire un ambiente di lavoro equo e rispettoso.

La National Gallery ha anche affermato di non commentare le operazioni di sicurezza o le disposizioni del personale, a causa della necessità di mantenere la sicurezza. Tuttavia, le dichiarazioni dei dipendenti e delle organizzazioni sindacali indicano una situazione che richiede una revisione. La segregazione e le condizioni di lavoro inadeguate non solo mettono a rischio la sicurezza delle opere, ma anche la reputazione dell’istituzione e la sua capacità di garantire un ambiente di lavoro equo e rispettoso.