La mostra di Luciano Ceschia a Villa de Claricini Dornpacher
Mostra di scultura di Luciano Ceschia a Villa de Claricini Dornpacher, fino al 25 ottobre 2026.

Da domenica 30 agosto a Villa de Claricini Dornpacher a Bottenicco di Moimacco, si apre una mostra dedicata alle opere di Luciano Ceschia, scultore tarantino nato nel 1926 e morto a Udine nel 1991. L’esposizione, visitabile fino al 25 ottobre 2026, propone un itinerario attraverso cinquant’anni di carriera dell’artista, con una selezione di sculture, grafiche e progetti realizzati in diversi contesti. La mostra, curata da William Cortes Casarrubios, si svolge all’interno del compendio monumentale della Villa e si inserisce nel ciclo di mostre di scultura all’aperto “Sculture in villa”, promosso da Alessandro Del Puppo e con il coinvolgimento di ricercatori dell’Università degli Studi di Udine.
La scultura in dialogo con lo spazio
Nel parco, verticali, dischi e sfere dialogano con il paesaggio e con la Villa, mentre all’interno della galleria, progetti, grafiche e sculture mostrano come Ceschia abbia pensato la scultura in rapporto all’architettura e allo spazio costruito. La mostra propone un percorso in tre tappe, confermando la valenza profondamente umana dell’opera dell’artista. La proporzione tra scultura e corpo, tra forma e spazio vissuto, tra dimensione privata e vocazione monumentale è al centro del percorso espositivo. Tra le opere esposte nel parco figurano l’Edipo (1968), le grandi verticali degli anni Settanta e Ottanta e due grandi dischi degli anni Settanta.
La mostra include anche tre sculture monumentali provenienti dalla Braida Copetti di Leproso (Premariacco, Udine). Le opere in mostra provengono in gran parte dalla famiglia Ceschia, che ha sostenuto il progetto e collaborato attivamente alla sua realizzazione. Un ringraziamento particolare va alla società Lignano Pineta per l’importante prestito di una delle opere più iconiche della produzione di Ceschia, il Disco Rosso (1976), che dal Parco del Mare di Lignano Pineta raggiungerà, per l’occasione, Villa de Claricini Dornpacher, dove verrà collocato proprio all’ingresso del percorso espositivo nel parco.
La dimensione umana della scultura
Nella limonaia, dischi solari e gong introducono la dimensione più sofferta della ricerca di Ceschia: la scala umana non è solo proporzione fisica, ma misura della fragilità, della caduta e della resistenza. Tra le opere esposte, si trovano i grandi gessi dei Gong da Hiroshima (1961), insieme al Pegaso abbattuto, importante realizzazione in legno del 1970. La mostra si propone come un momento di riflessione su temi universali come la fragilità e la resistenza.
A completamento della mostra, dopo l’inaugurazione, verrà presentato il catalogo, che conterrà nuovamente un intervento fotografico di Alessandro Ruzzier, già autore del progetto fotografico realizzato per l’esposizione dedicata a Marcello Mascherini. Questo evento rappresenta un momento importante per la riscoperta del patrimonio pubblico regionale legato alla figura di Luciano Ceschia, guidando le iniziative per il centenario della sua nascita. La mostra si svolge in collaborazione con la Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia e con la Fondazione de Claricini Dornpacher, riconosciuta come Contenitore culturale creativo. L’inaugurazione è prevista per domenica 30 agosto alle ore 10.30.
