Mobilità accessibile: Azione Lecco denuncia criticità e chiede interventi urgenti
Azione Lecco denuncia criticità nel trasporto ferroviario per persone con disabilità e chiede interventi urgenti.

Azione Lecco ha denunciato criticità nel trasporto ferroviario che mettono a rischio la mobilità delle persone con disabilità. La mobilità per chi ha una disabilità non è un favore, ma un diritto fondamentale che deve essere garantito in ogni momento e in ogni luogo. La situazione, come riferito da Giuseppe Lanzillotti, componente del direttivo provinciale, è drammatica e riguarda stazioni come Lecco e Milano Porta Garibaldi, dove i lavori in corso hanno reso il trasporto ferroviario inaccessibile per molte persone. L’obiettivo è quello di garantire una mobilità pienamente inclusiva, come previsto dalla Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità.
Disabilità e accessibilità: un diritto non un privilegio
La mobilità per le persone con disabilità non può essere considerata un servizio accessorio, ma un diritto che deve essere garantito in modo concreto. L’esperienza di Romina Banfi, madre di Joele, un ragazzo di vent’anni che utilizza la carrozzina, ha reso evidenti le difficoltà quotidiane. A causa dei lavori in corso, soltanto due binari erano raggiungibili tramite ascensore, mentre gli altri erano accessibili solo attraverso percorsi interessati dal cantiere. L’assistenza richiesta tramite il servizio Sala Blu di RFI non è stata garantita, e il treno è arrivato su un binario privo di percorso accessibile. L’unica soluzione fu prendere due treni in più, un’esperienza che ha allungato i tempi di viaggio e causato ritardi.
Una società davvero inclusiva non lascia nessuno fermo su una banchina, davanti a un ascensore guasto o costretto a prendere due treni in più semplicemente per poter uscire da una stazione. Questo è il risultato di un sistema inadeguato, che non garantisce la piena accessibilità e la continuità del servizio, anche durante i lavori di riqualificazione.
Un sistema inadeguato: criticità e proposte
Le criticità sono molteplici e riguardano infrastrutture, organizzazione e servizi. Gli ascensori, spesso fuori servizio, non garantiscono un accesso reale alle stazioni. La mancanza di una rete di assistenza estesa su tutto il territorio nazionale e la scarsa coordinazione tra il servizio Sala Blu e la gestione operativa dei treni rendono il sistema inadeguato. L’esperienza di Lecco e Milano Porta Garibaldi dimostra che le criticità interessano contesti diversi, ma il risultato è sempre lo stesso: limitare concretamente il diritto alla mobilità delle persone con disabilità.
Le istituzioni hanno il dovere di trasformare i diritti riconosciuti in diritti concreti, garantendo a tutti la possibilità di muoversi con autonomia e sicurezza. Per risolvere il problema, Azione Lecco propone interventi immediati e un piano nazionale di investimenti entro tre anni. Tra le proposte, l’obbligo di comunicare tempestivamente ogni variazione di binario o situazione che possa compromettere l’accessibilità, la formazione del personale e l’istituzione di una rete di assistenza capillare. La mobilità accessibile non è solo un tema di comfort, ma un diritto che deve essere garantito in modo concreto. Una società davvero inclusiva non lascia nessuno fermo su una banchina, davanti a un ascensore guasto o costretto a prendere due treni in più semplicemente per poter uscire da una stazione. Le istituzioni hanno il dovere di trasformare i diritti riconosciuti in diritti concreti, garantendo a tutti la possibilità di muoversi con autonomia e sicurezza.
